Episodio 2, una breve storia

Verence era sempre stato un uomo strano.

Non era un soldato, perché non aveva tutte le capacità belliche, militari e da combattimento dei cavalieri veterani. Non era nemmeno un ecclesiastico, non aveva la profonda consapevolezza di quello che significa avere una fede. Lui era diverso. Era stato nominato cavaliere, ed era anche stato parte dell’Inquisizione, ottenendo il grado necessario a partecipare a dei processi.

E, nonostante il suo tentativo di percorrere due strade contemporaneamente non lo avesse fatto eccellere in nessuna delle due, un altro enorme aiuto gli veniva dall’esperienza. Ormai aveva passato i quarant’anni da un po’ di tempo.

Indossava sempre la sua armatura, completa e protettiva, ma di cuoio rinforzato. Un’arma da guerra come la sua spada creava uno strano contrasto con il bastone di legno semplice, non usato come arma, e che ricordava quello usato dagli ordini mendicanti. Gli stivali, le protezioni, e il mantello nero, in contrasto con il nero dei vestiti, lo definivano chiaramente come seguace dell’Inquisizione. Una strana bestia, forse un cucciolo di drago, lo accompagnava da diversi anni nelle sue missioni… anche se ormai erano in pochi a crede che fosse davvero un vero drago, sarebbe cresciuto almeno un poco in quegli anni che avevano passato insieme, no?

Ma qualcosa andò storto.

Il suo essere sempre a metà strada tra i dogmi astratti della fede e i pragmatici dubbi dei cavalieri lo portarono a sviluppare un suo pensiero personale. Soprattutto in seguito alla Battaglia della Piana.

E l’ordine non accetta deviazioni di pensiero.

In particolare, cinque tra i Sommi Inquisitori, i più conservatori di tutto l’ordine, presero questo avvenimento particolarmente sul serio. E cercarono di portarlo a loro, per interrogarlo.

E ovviamente Verence evitò di presentarsi ai cinque Sommi Inquisitori che lo avevano invitato a presentarsi all’interno del tribunale, per il suo processo.

I trucchi imparati per stanare i fuggiaschi servirono alla sua causa per il motivo opposto, adesso che era lui ad essere in fuga.

Gli anni passarono, sempre a spostarsi per non essere trovato, costretto a vendere o a lasciare tutto il suo equipaggiamento, per sopravvivere e non farsi trovare. Gli anni passarono, ma senza attenuazione nella ricerca da parte delle forze dell’Inquisizione.

Ormai erano passati dieci anni dalla Battaglia della Piana e dall’inizio della sua fuga, e dei tempi passati non gli era rimasto nulla, a parte il presunto cucciolo di drago (stabile nella sua dimensione, così come nella fedeltà al padrone). Ormai era un ultracinquantenne, vestito di stracci, privo di ogni oggetto che potesse usare per dimostrare le sue capacità… anche se la sua fede (e il suo cucciolo!) non lo aveva abbandonato. E le sue capacità belliche erano sempre buone, anche se non aveva più armi con cui dimostrarle.

La situazione sembrava disperata, ormai… le sue tracce erano state seguite fino alla rocca di ferro, e non aveva modo di allontanarsi in fretta. Anche se quel gruppo di nuovi avventurieri… Un barbaro, un guerriero, un topo e una giovane donna…. forse avrebbero potuto aiutarlo.

 

Purtroppo le cose non sono andate bene.

 

 

Quella stessa sera, al tribunale, un ecclesiastico stava scrivendo su una pergamena.

“Il nemico interno che stavamo seguendo da molto tempo oggi è capitolato. Nonostante il nostro tentativo di portarlo alle Vostre persone vivo, si è opposto tenacemente e caparbiamente alle Vostre volontà. Dopo un primo scontro, siamo riusciti a catturarlo. Nonostante questo, durante il viaggio ha tentato la fuga. A nulla valsero i nostri avvertimenti. Le signorie Vostre potranno vedere il corpo presso la sala dei corpi del tribunale.

Possa la luce e la giustizia sempre guidare le nostre vite.

In fede,

Ingath Rihinal, Inquisitore”

 

In quella stessa notte un cucciolo di drago, ormai solo, piangeva.

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3 Risposte

  1. Avron ha detto:

    il Master mi ha chiesto almeno una decina di volte se ero sicuro di volere un personaggio vecchio, senza soldi nè equipaggiamento (possedere una specie di drago a lv 2 mi annullava tutto il patrimonio) e soprattutto provvisto di una considerevole taglia, non imposta dall’ordine pubblico ma dall’organo supremo della tortura e della punizione: L’INQUISIZIONE!!!!! (E soprattutto con un Master del genere che “adora” l’inquisizione)….. A volte mi interrogo sulla mia sanità mentale, ma poi questa mi risponde di sua spontanea volontà dicendo:”Buga Buga Liostly Mediterraneo Banana Cane Forcina e Pinzimonio Maledetto” e io non posso fare altro che andare avanti ignorando le conseguenze…..

  2. Harujion ha detto:

    Sei diventato davvero bravo a scrivere storie, sai Artù? Anche se mi sembra di capire che il personaggio non era tuo, sembra che sia uno dei tuoi. Mi sembra quasi di potergli stringere la mano. E magari accarezzare il draghetto…
    Mi dispiace per il finale triste, era bello come personaggio, anche se l’intervento è relativamente corto e non l’ho conosciuto di “persona”. Maledetta Inquisizione!

  3. Harujion ha detto:

    P.s. Complimenti all’autore del disegno, mi piacciono sopratutto le scarpe. Io non le so fare!

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