Lezione di Magia

L’aula era semplice, spoglia, ed immensa, con alcune gradinate abbastanza ampie da far sedere e scrivere comodamente diverse centinaia di persone. Non più di una ventina di posti, comunque, erano occupati, e che gruppo eterogeneo!

Uno gnomo svettava sugli altri, in altezza! Indubbiamente il suo essere in piedi sopra il banco influiva non poco su ciò, con grande disappunto della coppia di elfi seduti la fila dietro. Alcuni uomini erano seduti sul lato destro, confabulando tra loro, spesso indicando le donne, sempre umane, sedute dall’altra parte dell’aula. Una strana creatura, pallidissima, si guardava intorno seduta in disparte. Concludevano l’insieme un gruppetto di quelle che sembravano ragazzine, con piccole ali membranose che uscivano dalla schiena e che vibravano leggermente al muoversi delle fanciulle.

L’unica cosa che avevano tutti in comune era la tonaca, sempre della misura giusta, di semplice fattura e dal colore bianco e marrone.

I gruppetti chiacchieravano del più e del meno, spesso comunque a proposito di incantesimi, magie o qualcosa del genere. Sembravano parlare di un qualche corso.

Ad un certo punto, una figura entrò in aula. Immediatamente si fece silenzio, e gli studenti si misero composti.

Kheratus, Arcimago

Era un uomo, alto, con i capelli lungi e una corta barba. La tonaca era di un vivo arancione, e portava un semplice bastone di legno, con un piccolo foro ed una piuma legata in cima. L’uomo si avvicinò alla cattedra, ma ci si mise davanti, osservando gli studenti, uno alla volta.

Lo sguardo era freddo, come consapevole dell’enorme distanza che teneva con i suoi studenti.

Dopo un breve silenzio, prese parola.

“Avete idea di cosa sia un’onda magica da accelerazione?”

 

Un silenzio di gelo passò nell’aula, senza che nessuno emettesse fiato. Tutti, chi più chi meno, cercavano di trattenere l’espressione stupefatta, alcuni senza riuscirci minimamente, e prendendo la tipica espressione da “ma che ca##o ha detto? Ma questo non è il corso di Trasmutazione?” o facce del genere.

 

“Ovviamente no… bene, signori. Ognuno di voi ha 24 ore di tempo per presentare un saggio sull’argomento. Ci rivedremo tutti qui, domani alla stessa ora, per la correzione e la prova pratica.”

 

In silenzio come era entrato, l’uomo uscì dalla porta dell’aula.

 

Si preannunciava una giornata intensa, all’interno dell’Accademia di Magia della Gilda.

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4 Risposte

  1. Orthega ha detto:

    Mago A:”Beh vado a cercare su Google, vediamo cosa esce fuori”.
    Mago B:”E cosa diavolo sarebbe Google?”
    Mago A:”Ah… non lo so, mi è venuto in mente così… mi sa che sto impazzendo”
    Mago B:”Ci credo che stai impazzendo, ci aspetta una giornataccia in biblioteca”
    Mago A:”Già… non voglio finire come quel suo nuovo allievo!”

    XD

  2. Harujion ha detto:

    Ma…MA QUELLO è IL TIZIO CHE DOVEVO DISEGNARE???? Non gli ho per niente reso giustizia…Devo rifarlo!
    Che bella la classe fantasy, scommetto che al dipartimento la vedi così l’aula.

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