L’incontro IV, il nuovo ciclo

Un uomo, dalla veste nera come la notte, sorrideva compiaciuto osservando la sua nuova arma. La nuova falce era molto più semplice e molto meno decorata rispetto alla precedente. La lama era leggermente più corta, più sottile e totalmente priva di decorazioni. Lungo il manico vi era un piccolo foro, e attraverso questo passava uno spago a cui era stata legata una piccola clessidra.

“Quei due mortali sono stati più utili di quello che pensavo” disse l’uomo ad alta voce “in fondo ci hanno aiutato non poco. Questi oggetti sono estremamente più potenti di quelli che avevamo prima. Adesso nulla ci impedisce di raggiungere la terza manifestazione”.

Con queste parole, l’uomo appoggiò la falce alla parete, facendo attenzione a non danneggiare la clessidra.

La stanza era di legno, semplice, con alcuni armadi pieni di libri e pergamene polverose, alcune casse e qualche sedia. Dopo aver acceso altre candele e aver aumentato la luce, si sedette ad una scrivania e, preso quello che sembrava un diario, iniziò a scrivere.

Il nostro viaggio continua, e grazie all’aiuto inaspettato di due sconosciuti, siamo sempre più vicini alla meta. Già da molto avevamo superato il trascurabile ostacolo di Vecna, Nerull, Hextor, così come quello di Silvanus, Lathander, Bane, Tyr e tutte le loro insulse e superate congreghe.

Non meno patetici erano stati, in un secondo tempo, Ade, Zeus, Artemide, e tutta la loro patetica ed inutile famiglia.

 Anche se dobbiamo ammettere che, dopo questi due passaggi, siamo rimasti in un certo senso “bloccati”. Avevamo chiaramente percepito una nuova parte della nostra essenza, che non si è ancora resa conto della sua appartenenza a qualcosa di superiore. Ma non avevamo ancora compreso come raggiungerla.

Adesso, con la falce e la clessidra di Padre Tempo, non ci saranno problemi. Un simpatico vecchio. Passerò a trovarlo più spesso.

Ci riuniremo nuovamente nella nostra unica essenza, e nessuno potrà impedircelo.

 

Lysander

 

Fuori la notte era scura, e fredda.

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