Episodio 1, l’arrivo del gruppo

Tre uomini e un uomo-ratto. Una strana compagnia, poco ma sicuro.

All’ingresso della città dei burocrati, tutti si voltarono ad osservare i nuovi venuti.

Il primo uomo, avanti agli altri, aveva tutto l’aspetto di un barbaro del nord. Alto, largo, muscoloso, ma il tutto senza esagerare. Portava uno scudo piccolo ma di qualità, decorato ma robusto. Al fianco portava un’ascia, semplice e brutalmente efficace. Quello che a prima vista lo faceva apparire un barbaro era sicuramente la sua particolare armatura, dove diversi strati di cuoio erano sovrapposti per garantire una maggiore protezione, e l’ultimo strato aveva ancora una fitta pelliccia. L’armatura era identica sul torso, sulle gambe e sugli stivali, mentre non portava nulla sulle braccia. Un osservatore più esperto, però, avrebbe subito notato i tratti tipici del guerriero in questa figura, la finezza della competenza nelle armi che crea un’indissolubile alchimia con la forza bruta indubbiamente dimostrata. Un occhio tranquillo, pacifico, e osservatore. Una figura rassicurante, per quanto una massa di muscoli in armatura di pelle e armata di ascia possa essere rassicurante.

Il secondo uomo, sempre maschio, aveva un aspetto del tutto diverso dal primo. Nonostante anche lui si mostrasse chiaramente come un combattente, e ne avesse tutta la statura, la sua figura sembrava essere molto più asciutta e tonica rispetto alla precedente. Un aspetto che la sua armatura, letteralmente “a pezzi” contribuiva ad aumentare. Essa, infatti, era costituita da differenti parti di diverse armature. Il torso, il braccio sinistro e la gamba sinistra erano parti di una corazza leggera, in ferro, con un guanto d’arme e uno spesso stivale. Il braccio destro era coperto unicamente da un bracciale di cuoio… mentre la gamba destra era semplicemente coperta alla buona da quelli che, alcuni anni fa, probabilmente erano pantaloni… così come lo stivale destro un tempo era stato sano, probabilmente. All’aspetto sembrava decisamente più un cattivo ragazzo, giovane dei suoi vent’anni, ma nell’insieme non sembrava una persona cattiva. Aveva di più l’aria di una persona che ha imparato a sopravvivere arrangiandosi da solo. Al fianco pendeva una spada.

Il terzo umano, unica donna della compagnia, era una giovane alchimista dai capelli biondi e le vesti blu. Donna di grande cultura e dimostrante una certa agiatezza economica, era anche più bella della media delle altre fanciulle. Manteneva un aspetto grazioso nonostante la spessa e grossa borsa contenente tutti gli strumenti di cui potrebbe aver bisogno un alchimista… praticamente un laboratorio portatile. Oltre agli studi teorici sui composti alchemici, la giovane aveva anche studiato un po’ di spada, a giudicare dalla fine lama che portava. Spesso sorridente, sembrava discutere in maniera animata con l’uomo ratto a proposito di qualcosa, forse roba magica… Non si sentiva molto bene. Ma sicuramente discutevano animatamente, e con che voce!

L’uomo ratto era piccolo, più piccolo degli altri membri della sua specie. Indossava una tunica nera, in ordine e pulita, ma non di buona qualità. Questa era già una sorta di incongruenza con lo stile più diffuso degli uomini ratto. Non che che fosse strana una vesta di qualità scadente, ma che fosse pulita! Inoltre, non emanava nemmeno il solito cattivo odore caratteristico di tutte le specie e a pelo lungo. Sembrava davvero un uomo ratto molto pulito! Eccezionale, per il suo genere. Ad osservarlo più da vicino, sembrava effettivamente avere una serie di comportamenti non tipici della sua razza, così come la veste e il bastone lo tradivano come mago iscritto all’accademia nera. Non che ci fosse nulla di male, in fondo. Esistono studi molto diversi, e non era il primo uomo ratto ad essersi avvicinato all’arte magica… Anche se, effettivamente, di solito se ne contano pochi.

Le persone guardarono il gruppo incuriosite, ma a rispettosa distanza. “Chissà quali avventure avranno passato!” pensò una signora, mentre teneva buono il bambino che voleva giocare con il topo gigante.

Mentre la stessa signora si allontanava, ascoltando CASUALMENTE quello che i quattro stavano dicendo, le sembrò di cogliere dei nomi, all’interno della conversazione. Il grosso guerriero pareva chiamarsi Linteo, il ragazzaccio Raffaello, la giovane donna così carina era Sookie…. e l’uomo ratto…. -?? No, impossibile- pensò la signora -Non può chiamarsi come il maestro! La nuova torre della magia non è molto lontano da qui… Non permetterebbe mai ad un RATTO di insultare il suo nome-. La donna si fermò, come per guardarsi intorno, riflettendo. -… no, è impossibile. Devo aver sentito male per forza. Non può chiamarsi Kuhrel. E’ impossibile. E poi, la lingua dei ratti è diversa dalla nostra… Sarà una semplice assonanza. Meglio non pensarci- Con passo deciso, tirandosi dietro per mano il figlio scalpitante, si diresse verso casa.

I quattro, levatosi dalla strada principale, si diressero verso una locanda…

(un ringraziamento a Raffaello per i disegni!! ^^)

 

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