L’incontro III, una nuova missione

Un uomo era seduto alla sua scrivania. La stanza era di legno, semplice, con alcuni armadi pieni di libri e pergamene polverose, alcune casse e qualche sedia. Alla luce di un paio di candele, stava scrivendo sulle pagine di quello che probabilmente era un diario. Sulla parete destra, quella più vicina al tavolo, qualcosa di appeso sembrava riflettere debolmente la luce delle candele con tenui riflessi metallici.

 

Finalmente ho compreso quello che si prova ad aver riunito tutte le parti della mia essenza. O meglio, dovrei dire “alcune parti della mia essenza”. L’occasione fu la nostra morte, dalla quale ci rialzammo come un unico uomo. Adesso siamo uno, e abbiamo portato avanti la nostra vendetta. Credevamo di aver compiuto il nostro compito, ma ci sbagliavamo. Ci siamo resi conto che ne esiste un altro.

A differenza nostra, che abbiamo ormai realizzato e accettato la nostra esistenza non unitaria, lui non si è ancora reso conto della sua appartenenza ad un’entità superiore a quella dei comuni mortali.

Abbiamo già unito due mondi, e perché dovremmo fermarci?

Il nostro nome è il nostro destino, e niente e nessuno potrà impedircelo.

Lysander

 
Quando ebbe finito di scrivere, l’uomo si alzò dal tavolo. La sua lunga veste, nera come la notte, seguiva nei movimenti il suo corpo asciutto e agile. Si avvicinò alla parete, e lentamente prese in mano quella che da poco era diventata la sua nuova arma.

Il manico di legno era parzialmente coperto da bende, le cui estremità erano libere e volteggiavano lentamente nell’aria. La lama, di metallo affilato e lucido, era tagliente e leggermente ricurva, parzialmente bilanciata da un piccolo uncino all’altra estremità. Una falce, rifinita e decorata sulla lama e sul manico. Il precedente proprietario, se avesse potuto, probabilmente non la avrebbe ceduta.

Un colpo di vento fece spegnere le candele, e la stanza si immerse nell’oscurità. Nelle tenebre appena create, la veste nera si spostava non vista, e la falce stessa, che prima rifletteva la luce così bene, sembrava essersi completamente oscurata.

L’aria era diventata più fredda.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *