Dramatic pause of darkness, number two: intervento del Bardo

L’articolo sui resoconti delle avventure di questo secondo gruppo era ormai quasi pronto, quando mi è venuta un’idea. Visto che il nuovo gruppo include un bardo, perché non lasciare ad una delle sue storie il compito di introdurre uno degli eventi più noti accaduti nella partita?

A te, Ronald! Allietaci con le tue storie e la tua musica.

 

 

Tanto tempo fa, in una terra lontana lontana, patria di eroi, minotauri, nani e menestrelli, una terra governata da maghi e in cui gli Dei camminavano tra i mortali, una terra in cui il potere di un solo uomo poteva cambiare il corso degli eventi, viveva un uomo il cui nome era Prometeo.

 Prometeo era uomo molto saggio, e proprio per via della sua notevole saggezza e per via del fatto che aveva visto molte primavere, era convinto di essere l’uomo più sapiente della Terra. Andava in giro proclamando la sua sapienza e dando dimostrazioni della sua straordinaria memoria (si narra addirittura che un giorno compilò l’inventario di una biblioteca in poche ore!), ma, un infausto giorno, arrivò persino a proclamarsi più saggio degli Dei.

Ben presto la sua fama di uomo saggio si diffuse ai quattro angoli del mondo, spingendosi come una potente brezza perfino nei luoghi più remoti della terra, giungendo infine all’orecchio degli Dei. Molti di costoro cominciavano ad essere invidiosi di questo misero mortale che si proclamava più sapiente di loro, così decisero di metterlo alla prova e, nel caso non fosse stato all’altezza, di punirlo per la sua insolenza.

In un giorno di primavera, mentre Prometeo era in viaggio con il suo mulo verso una nuova città da illuminare col suo sapere, ad un tratto, una saetta si abbatte su di una quercia secolare al bordo della strada, spezzandola in due, e con un enorme bagliore ed un dirompente fragore apparve il Dio K.

Egli si rivolse a Prometeo con queste parole: “Tu devi essere il giovane mortale che osa prendersi gioco degli Dei e risponde al nome di Prometeo. La tua insolenza non è passata inosservata agli occhi degli Dei e così abbiamo deciso di metterti alla prova; se supererai la prova potrai sedere tra noi e avrai un posto nel Pantheon, in caso contrario verrai punito per la tua superbia”.

Prometeo, ancora sbalordito dalle capacità sovrannaturali del Dio K, non proferì parola e ascolto i termini della prova enunciati dal Dio K: “Hai tre giorni di tempo a partire da ora per trovare un oggetto che sia Piccolo, Utile e Prezioso; se davvero padroneggi le capacità di cui ti pavoneggi allora non ti sarà difficile superare la prova”.

Dopo alcuni secondi di silenzio, in cui si poteva udire solo il dolce soffio del vento ed il cinguettare degli uccellini, il Dio K si voltò per tornare nella terra degli immortali, quando il volto di Prometeo si illuminò e con la bocca deformata in un ghigno di vittoria egli disse: “Qual’è il tempo minimo in cui un eroe è riuscito a completare una prova affidatagli dagli Dei? Lo chiedo poichè l’ho già superata!” ed estrasse dalla sua bisaccia un antichissimo libro in cui erano custoditi alcuni dei misteri più arcani del continente.

Il Dio K, voltandosi verso di lui e alzando un sopracciglio per la sorpresa, prese il libro che Prometeo gli stava porgendo e iniziò a sfogliarlo. Dopo alcuni minuti in cui il Dio K leggeva ed in cui Prometeo già pregustava la propria elevazione a pari degli Dei, il Dio K chiuse il libro e con voce ferma disse: “Sicuramente questo è un oggetto di enorme valore…Sicuramente è un oggetto di straordinaria utilità…Ma non è certamente piccolo” – Prometeo impallidì di colpo – “Voi mortali siete così pieni di voi, così tronfi, così superbi, ma non vi rendete conto che tutto ciò che avete, tutto ciò di cui vi vantate, la vostra stessa vita, la possedete solo perchè Noi ve lo permettiamo. Tu, misero mortale, hai peccato di superbia, e per questo verrai punito!”.

Prima che Prometeo riuscisse a proferire anche una minima parola, senti un dolore lancinante alla spalla, come se una spada infuocata si stesse interponendo tra essa ed il tronco, e quando il dolore finì ed egli riaprì gli occhi, vide il proprio braccio per terra e al suo posto una enorme ferita che si stava già cicatrizzando.

“Che questo sia da monito a te e a tutti mortali che come te oseranno sfidare gli Dei!” disse il Dio K prima di sparire colpito da una saetta, lasciando Prometeo in ginocchio a piangere la sua sfortuna, mentre gli uccellini cinguettavano felici: era primavera.

Roland, il menestrello

 

 

(La storia del party è andata molto avanti rispetto alla scena narrata nel poema, presto parleremo anche del resto)

Si ringrazia Roland per la composizione del testo.

Rendiamo noto a tutti che il menestrello ha davvero tenuto uno spettacolo, nella stessa città dove Prometeo perse il braccio a causa della punizione di Kheratus (è tutto vero!!), suscitando grande ilarità negli ascoltatori.

A presto ragazzi, e grazie ancora al nostro menestrello.

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3 Risposte

  1. Roland ha detto:

    Grazie a te dell’opportunità! XD
    Come diceva sempre mio Zio Rufus, non bisogna mai rifiutare un invito a comporre! XD

    • Orthega ha detto:

      Hahaha XD
      Molto bello, degno di un menestrello abile ed esperto, che riporta la verità unicamente per prendere in giro, altrimenti un bugiardo compulsivo! XD
      P.S.
      Non cambiare nome! XD

  2. Ronald ha detto:

    Da buon bugiardo compulsivo quale sono continuoa cambiare tra Roland e Ronald! XD
    Chiariamo una volta per tutte (in un attacco di sincerità) che mi chiamo Ronald! XD

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