Ricordi di un’apprendista

Il giovane crollò a terra, ruotando su se stesso prima di sbattere la testa sul pavimento di marmo della sala. Il suo bastone, di legno di quercia decorato, gli scivolò di mano nella caduta, e rotolò lontano da lui.

Il salone, ampio e spoglio, era di forma ottagonale, con un pavimento di bianco marmo levigato, e pareti in spessa pietra e metallo, senza decorazioni, ed illuminato dalla luce del giorno, entrante da una sorta di vetrata sul soffitto.

Un uomo, più maturo, fronteggiava il giovane che si stava lentamente e dolorosamente rialzando. Era alto, con capelli lunghi legati una treccia, di un castano scuro striato di grigio, così come la corta barba. Indossava una tonaca semplice, marrone e bianca, e il suo bastone, di legno, ferro e pietra, era levato in direzione del giovane.

“Non esiste altro colpo utile che quello che uccide, apprendista. Non mostrare pietà, né debolezza. Emozioni come queste possono costarti la vita.”

Il giovane si rialzò, leggermente barcollante. Un filo di sangue scorreva dal suo naso sul viso, fino a colare sulla tonaca arancione che indossava, macchiandola vicino agli strappi più o meno recenti di tutte le cuciture. Fece per parlare, quando il mago abbassò il bastone, e un’ondata di pura e grezza energia magica lo colpì così violentemente da incrinargli alcune costole, e generando un contraccolpo tale da mandare a sbattere il giovane apprendista contro la parete di pietra, con un sordo rumore di ossa rotte.

“Un apprendista deve essere sempre pronto, perché non potrai diventare un vero mago senza un’ottima prontezza di riflessi, che ti servirà sia a colpire che a difenderti”.

Il giovane iniziò a tossire sangue sul pavimento. Non sembrava in grado di rialzarsi, per il momento. Sembrava però che stesse parlando, o almeno muoveva le labbra come se stesse parlando. Il maestro, austero come sempre si era presentato a tutti i suoi apprendisti, si avvicinò al giovane, quanto bastasse per capire cosa stesse dicendo. Senza mostrare più di una voce leggermente incrinata dal dolore, il giovane dalla tonaca arancione disse: “Maestro… perché non mi avete ucciso?”.

Restarono così, in silenzio, per molto tempo. L’unico suono era il respiro irregolare del giovane, che copriva quello lento e regolare del maestro. Infine, dopo quella che all’apprendista era sembrata un’eternità, il maestro rispose.

“Uccidere non significa solo togliere la vita. Io sto cercando di distruggere la tua vecchia personalità, per trasformarti a tutti gli effetti in un vero Mago. E non lo faccio per me, ma lo faccio nel nome della Gilda in cui hai avuto l’onore di essere accolto, in voce delle tue capacità.”

Detto questo, il maestro si voltò, e passo deciso se ne andò.

In silenzio, come alla fine di ognuna di quelle terrificanti sedute di allenamento, l’apprendista si alzò lentamente e con fatica, restando fermo e appoggiato alla parete per quasi un’ora, cercando di riprendersi. Come le altre volte, si sarebbe dovuto curare da solo.

Ma qualcosa stava lentamente cambiando dentro di lui. Aveva provato la magia, ne aveva assaggiato il potere, e il desiderio di svilupparla diventava sempre più forte ogni giorno che passava. Avrebbe sconfitto il suo maestro, e sarebbe passato agli studi avanzati. Sarebbe diventato uno dei maghi più potenti, rispettati e temuti del continente e dell’intera Gilda.

 

Kheratus, Arcimago

 

Il giovane apprendista si chiamava Kheratus, e correva il 1264° anno. Aveva solo quattordici anni.

Tanto tempo è passato da allora… E adesso, nel 1290°  anno, è già un rispettabile membro del Concilio dei Maghi, a soli quarant’anni.

Non ha mai abbandonato la sua tonaca arancione.

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5 Risposte

  1. Roland ha detto:

    Adesso si capiscono molte cose….credo che neanche tra un milione di anni Prometeo riuscirà a vendicarsi per il suo braccio tagliato XD

    • Dikoleo ha detto:

      Ho come l’impressione invece che la storia si ripeterà…

      • Orthega ha detto:

        Rabbia, paura, violenza: sono loro il Lato Oscuro! Veloci ti raggiungono quando combatti! Se anche una sola volta la strada buia tu prendi, per sempre essa dominerà il tuo destino! Consumerà te e tutti quelli a te più cari.

  2. Dikoleo ha detto:

    Basta sniffare zucchero ….

  3. Roland ha detto:

    Le avventure del Dio K si stanno lentamente diffondendo nel continente….certo che ha proprio poco senso dell’umorismo questo tizio…. XD

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