Arthurus Endelsmith

Arthurus Endelsmith è nato nel 990° anno di questo dominio, in una calda giornata estiva.

Egli era il secondogenito di Heron Endelsmith, un bimbo robusto e sano. Suo fratello, più grande di circa dieci anni, crebbe sviluppando un grande interesse per il mondo… O meglio, per la componente femminile del mondo. Se aggiungiamo a questo che sua madre è mancata poco dopo la sua nascita, probabilmente tutti si sarebbero aspettati che da quel marmocchio non sarebbe uscito nulla di buono. E si sarebbero sbagliati.

Infatti, con il passare degli anni, la sua personalità andava sempre più a definirsi verso la figura dell’erudito. La sua sete di conoscenza si manifestò prestissimo, ed iniziò a frequentare sempre più spesso la nostra chiesa, in cerca di sapere. Noi, da parte nostra, siamo sempre stati lieti di spigargli tutto ciò che chiedeva, ma presto le nostre conoscenze non bastarono più. Abbiamo anche tentato di inserirlo nella nostra scuola (il padre non avrebbe potuto permetterselo, ma sarebbe stato uno spreco mandare una mente tanto affamata di sapere a compiere un lavoro diverso), ma il tentativo fallì miseramente in pochi mesi. Egli si dimostrò infatti al di là delle nostre aspettative, surclassando i compagni e mettendo in difficoltà i nostri insegnanti. E mentre lui a soli sette anni riusciva a fare ciò nella nostra scuola, il fratello maggiore, ormai diciassettenne, correva dietro ad ogni ragazza della nostra città, sfoggiando una capacità nell’arte della seduzione che faceva discutere, più o meno favorevolmente, tutti coloro che la notassero.

In un contesto familiare così “strano”, non ci siamo stupiti più di tanto che Heron abbia deciso di risposarsi con un’elfa. Pare che abbia anche cambiato nome, il giorno del matrimonio. Intanto Arthurus cresceva, e a dieci anni di età entrò a far parte del nostro ordine religioso. Quelli furono giorni di grande gioia per la famiglia Endelsmith, che festeggiava la vocazione religiosa di un figlio, e la nascita di un bellissimo bambino, il terzo figlio maschio di Heron. Ma grande tristezza e grande dolore seguì a breve, quando il figlio appena nato e la nutrice scomparvero nel nulla. Alcuni dicono che abbia rapito il bambino, altri che siano stati catturati da predoni o banditi. Non sappiamo la verità, ma conosciamo il nuovo, grande dolore che colse la famiglia in quel periodo. Si ripresero realmente dopo un anno, ma non ebbero più figli.

Intanto, Arthurus studiava. Studiava ed arriva ad avere delle conoscenze ottime riguardo a qualunque argomento! I suoi temi preferiti erano la teologia, la filosofia, la magia e la poesia, ma si dedicava con interesse ad ogni nuovo libro che passasse nella nostra città. In pochi anni divenne così sapiente che iniziò a lavorare alla biblioteca centrale, vicino alla cattedrale. Un privilegio riservato a pochi, e mai (almeno a memoria) ad un ragazzo di soli quindici anni! Era infatti il 1005° anno.

In quel periodo, frequentando la cattedrale, fece amicizia con un giovane orfano, di cui solo il cognome era sopravvissuto: Pendragon. Era solo un neonato quando lo trovò per caso davanti alla cattedrale, e fece sempre il possibile per stargli vicino, un po’ come un parente.

Dal 1008° anno, Arthurus iniziò anche a scrivere, e a pubblicare diverse opere, sui temi più diversi. Trattava di religione, di magia, di filosofia, di demonologia, di necromanzia, di poesia… Scrisse persino un opuscolo di scienza. E intanto, progettava il suo “Magnum Opus”, la sua opera più grande. Sembra incredibile, ma già a quella giovane età era convinto che quella sarebbe stata la sua opera più grande.

Putroppo non fece mai in tempo ad iniziarla.

Nel 1010° anno, Arthurus Endelsmith morì. Non è chiaro come sia successo. Lo trovammo, una mattina, chino su delle pergamene alla sua scrivania. Il volto solcato da un sorriso, sembrava riposare… Ma non sarebbe più stato in grado di scrivere nulla per noi.

Il padre non resse al dolore. Prima perse la moglie, poi un figlio, e adesso un altro. Come se avesse perso la voglia di vivere, morì pochi giorni dopo, senza un lamento.

L’elfa, la nuova moglie, pianse a lungo, distrutta dal dolore di tutte queste nuove perdite.

Il figlio maggiore, l’ultimo Endelsmith rimasto, pianse a sua volta, ma poco. In lui era come se si fosse spezzato qualcosa. Diede un taglio netto a tutta la sua vita, abbandonando la via lussuriosa che aveva seguito fino a quel punto, recise i legami con il passato, e si ritirò in un monastero, nel lontano nord.

Arthurus fu seppellito nella stessa cattedrale dove studiava, la nostra.

 

“Memoria di Arthurus Endelsmith.

Chierico, filosofo, sapiente.

990 – 1010”

 

Possa il suo spirito avere pace.

 

Faran Yolanes,

archivista

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