Abarat

Oggi si parla di un background e di un’ambientazione presi da una saga fantasy abbastanza famosa, e a mio parere una delle poche veramente degne di nota (all’interno della letteratura fantasy). Mi rendo conto di essere sempre stato un lettore di fantasy fuori dagli schemi (e chi mi conosce lo sa), ma quello che rende questa saga molto diversa dalle altre è lo stesso motivo per cui, secondo me, potrebbe essere un’ottima ambientazione di gioco di ruolo.

Abarat,

Il mondo delle 25 ore

La chiave del mondo di Abarat è il legame tra la magia e la geografia. Abarat è un mondo costituito da 25 isole in un immenso mare, il Mar D’Izabella, dove ogni isola rappresenta un’ora del giorno, e la venticinquesima isola (chiamata “Guglia di Odom”) sembra essere fuori dal tempo.

 

Il fatto che ogni isola rappresenti un’ora del giorno è da intendere in senso letterale. Infatti, in ogni isola il tempo è sempre quello di riferimento all’ora dell’isola. Alle otto di sera vi sarà un tramonto perenne, all’una del mattino freddo, silenzio e l’oscurità delle buie ore della notte, alle nove del mattino vi sarà la fresca luce di un giorno sorto da poco, alle due del pomeriggio il caldo della piena giornata. E, in questo contesto, la venticinquesima ora ha sempre un significato esterno. “Il tempo fuori dal tempo” la definiscono gli abitanti del luogo.

Esiste anche un profondo legame con il nostro mondo, e con il nostro mondo contemporaneo (21° secolo). Purtroppo non posso trattare approfonditamente questo argomento (questioni di SPOILER per ipotetici futuri lettori), ma fidatevi… l’aspetto è molto intrigante. ^_^

La magia è altresì affrontata in una maniera molto interessante. Mediamente, in un mondo fantasy, la magia può essere considerata un’arte molto elitaria (studiabile da pochissimi, o utilizzabile dai pochi che avessero un dono o una predisposizione naturale) e potente (ovvero pochi utilizzatori, ma con grandi capacità), o viceversa molto diffusa (dove quasi tutti possono fare qualcosa con la magia) ma meno potente (dove qualcosa o qualcuno impone dei vincoli, o semplicemente la forza della magia non si sviluppa oltre un certo punto). In Abarat la magia si sviluppa in maniera diversa, cioè duplice.

Una parte della magia, e anche una parte piuttosto potente, comprendente incantesimi difensivi, offensivi, di costruzione, trasporto, ammaliamento, uso quotidiano, creazione e distruzione, di svago, e molto altro ancora, si sviluppa in maniera semplice, studiando formule e gesti magici particolari. Potenzialmente chiunque potrebbe usarle ed arrivare a conoscerle, senza alcun limite di “attitudine”, ma solo di conoscenza delle formule e dei gesti giusti… che sono estremamente custoditi, e non facili da trovare.

Un’altra parte, quella più pericolosa e potente, dagli esiti di difficile previsione, ha bisogno di un’attitudine naturale dello stregone, e non può essere fatta altrimenti. Spesso questi incantesimi più potenti non hanno nemmeno bisogno di formule o gesti, ma seguono più l’emozione dell’incantatore.

Anche la scienza è estremamente degna di nota, perché nonostante la magia esista e sia utilizzabile, la maggior parte delle persone preferisce utilizzare apparecchi meccanici dalle forme e geometrie bizzarre rispetto a quello a cui siamo abituati, ma molto intrigante. (I disegni dello stesso autore sulle pagine dei libri rendono molto bene quanto siano diverse le concezioni di forme e di idee)

E ovviamente, come poteva mancare l’intrigo politico? Estremamente elaborato nei dettagli, equindi molto funzionale per del buon Gdr… Ma, nell’insieme, riconducibile ad un concetto molto semplice.

Le isole del giorno contro le isole della notte.

Il re del giorno, e il principe delle tenebre.

E voi, da che parte state?

Potrebbero interessarti anche...

5 Risposte

  1. ThePreserver ha detto:

    Conosco la serie per averne letto il primo libro e parte del secondo.
    Provo ad esporne i pro ed i contro secondo il mio gusto; ovviamente ad altri potrebbero piacere o dispiacere cose diverse.
    Pro:
    1) Mi piace l’alto significato allegorico di varie situazioni che i libri presentano (la stessa disposizione delle isole e la loro natura);
    2) Mi piace l’alta componente “fiabesca”, ovvero legata all’immaginario fantasy più ancestrale, organico e “folle” (ed i disegni dell’autore contribuiscono molto);

    Contro:
    1) Tendenzialmente non mi piacciono i fantasy che si “mescolano” con il mondo moderno;
    2) Per i miei gusti, troppa, troppa magia;
    3) Sempre per i miei gusti, segue troppo il “clichè” del bene contro il male, come hai esposto anche tu nelle ultime tre righe;

    Tutto sommato non è niente male, ma non la annovererei in una ideale “top five” di letteratura fantasy da me amata (se questo si potesse fare in una top five).
    Comunque sia bell’articolo, mi è piaciuto!

    • lherian ha detto:

      Grazie mille del commento positivo all’articolo!
      Per i pro e i contro, come giustamente dici ad altre persone potrebbero piacere / non piacere cose diverse, o valutare diversamente quelle esposte da te.
      Personalmente, però, mi trovo abbastanza in accordo con i tuoi punti, anche se (ripeto, sempre personalmente) ho molto apprezzato la “mescolanza” di fantasy e moderno (apprezzata nel libro, ed estremamente stimolante per un gioco di ruolo), e trovo la presentazione di “clichè” come un’ottima sfida per i giocatori interessati ad uno sviluppo fuori dalle righe.
      Per quanto riguarda la magia, effettivamente è molto determinante in quel mondo, al punto da poter essere quasi “pesante” da sopportare. Probabilmente ognuno ha i suoi gusti e le sue preferenze. ^_^

      Ripeto comunque che la mia visione era incentrata su un ipotetico gioco di ruolo ambientato nel mondo di Abarat, quindi tutte le sue particolarità a me appaiono più come sfide che come pregi e difetti.
      Ma mi rendo conto di essere un po’ pazzo. ^_^

      A proposito di mondi che “mescolano” il fantasy e il moderno, prossimamente pubblicherò un articolo a proposito della saga dei guardiani di Sergej Luk’janenko, dove la magia e il moderno sono mescolati in una maniera COMPLETAMENTE diversa da Abarat. E dove, ovviamente, sarebbe bellissimo ambientare una campagna di GdR! ^_^

      • ThePreserver ha detto:

        Quelli sono estremamente interessanti! Debbo ammettere che mi sono piaciuti più di Abarat, sebbene mantengano alcune caratteristiche affini a quella serie. Essenzialmente tuttavia vengono compensati (nel mio gusto personale) dalla forte interazione fra mondo comune e “luce e tenebre” e dal fatto che non sempre quello che è luce è lindo e pulito, così come non sempre quello che è tenebra è losco e sporco.
        Consiglio, per tutti quelli che non lo conoscessero o non l’avessero letto, il fantasy di Andrzej Sapkowski, abbastanza sconosciuto in Italia, sebbene siano stati pubblicati due libri della sua opera (che suggerisco di leggere in inglese, la traduzione italiana non rende assolutamente bene). Lo scrittore è polacco ed offre un tipo di fantasy dall’aspetto tradizionale ma piuttosto insolito sotto molti aspetti, proprio secondo la tendenza del fantasy slavo, che si discosta molto da quello germanico o anglosassone per temi trattati e stili scrittorii. Ci farei un articolo ma mi sembrerebbe inappropriato. I libri tradotti in italiano sono:

        – Il Guardiano degli Innocenti (Ostatnie życzenie, “The Last Wish”, 1993): sette racconti;
        – Il Sangue degli Elfi (Krew elfów, “Blood of the Elves”, 1994);

        Buon proseguimento!

  2. Il Vampiro ha detto:

    Una campagna ad Abarat?
    Non troppo tempo fa ne ho già cominciata una ambientata proprio lì, dopo aver letto i libri, e trovandoli quindi ovviamente di mio gusto.
    I personaggi che mi sono trovato a “far muovere” all’interno di quel mondo non conoscevano il libro, e, seguendo molto della stessa trama proposta da Abarat, aiutato a volte anche dalle immagini dello stesso scrittore, ho cercato come prima cosa ovviamente di farli divertire, e come seconda di farli muovere il più possibile al meglio in quel mondo che solo la fantasia può raggiungere.
    Come master ho poca esperienza, quello è vero, ma mi sono accorto che avendo, come in questo caso, un background molto ben definito (Come quello delle 25 isole), con molti personaggi inventati già proposti, mi sono trovato decisamente meglio.. (Anche se ovviamente i personaggi inventati da me non mancavano, ma sapevo già bene come potevano essere strutturati)..
    Sarà che forse la fantasia mi manca, ma avendo delle basi “solide” come queste, mi sono trovato molto bene nel gestire i miei giocatori.. =)
    (è superfluo dire che ovviamente questo non vale solo per Abarat, ma in qualsiasi “posto” tu voglia ambientare un gdr, se non si hanno troppe idee come me.. =P)
    All’inizio, come sopra citato, i miei “pg” hanno seguito un inizio un pò distorto ma non troppo lontano dalla trma principale dello stesso libro, e trovandosi in un posto per loro (e per il loro personaggio) completamente nuovo, “plasmavo” (il termine mi piace) letteralmente la loro avventura, fino a quando si sono ambientati..
    E da lì hanno cominciato poi a muoversi autonomamente, spostandosi di isola in isola come volevano loro, e non puù dettata dalla mia fantasia (o dalla mia mente malata, se così si può anche dire.. Ovviamente i così detti “eventi casuali” non mancavano mai..), ma conoscendo abbastanza bene le isole, non avevo troppi problemi a “raccontagli” chi o cosa si trovassero davanti, di volta in volta.. Diversamente magari succede quando inventi / crei te il tuo background.. (Almeno questo per quanto mi riguarda)..
    “Raccontare” mi piace come termine.. Giocare ad un Gdr cartaceo è stare ad ascoltare qualcuno che ti racconta una storia, e sei tu che fai muovere il tuo personaggio preferito.. Anche per quello mi piace.. Non per forza il tipico principe azzurro (paladino, guerriero, ecc..) deve andare a salvare la bella al castello..
    Magari non vuole sposarla..
    Uccide il drago, si prende il suo tesoro, e libera la fanciulla… Magari poi il tesoro era maledetto bla bla bla.. xD
    Lo trovo interessante come paragone, quello del libro e della persona che te lo legge, e penso che non sia troppo.. Sbagliato..

    Aspettando tuoi nuovi post,
    saluti e complimenti da un tuo affezionato lettore.

    • lherian ha detto:

      A quanto pare sono stato battuto sul tempo. XD
      Purtroppo, per motivi di tempo, non credo che riuscirò a iniziare una partita con questa ambientazione in tempi brevi, anche se l’idea di farlo ci sarebbe. ^^
      A proposito della libertà dei giochi di ruolo, c’è qualche articolo un po’ più vecchio dove si parla anche di questo. E dove, a proposito di principesse da liberare, una giocatrice propone di farla saltare in aria con una freccia esplosiva. xD
      Grazie a te per i complimenti e per l’interesse dimostrato.
      Alla prossima!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *