Estratti del “Tactica Imperium”

Non colpite fino a quando non siate pronti ad annientare completamente il nemico, quindi attaccate senza pietà, spazzate via ogni traccia di resistenza e fate in modo che non rimanga nessuno a contrastarvi.

La chiave del successo di un’armata è l’equilibrio. Un comandante che si affidi alle sole armi pesanti verrà circondato. Un comandante che dipenda dal corpo a corpo privo di supporto perderà il proprio esercito sotto il fuoco nemico. Ogni elemento deve funzionare in sinergia, cosicché l’efficacia dell’armata sia superiore alla somma delle parti che la compongono.

Un buon generale non conduce un esercito alla distruzione solo perché sa che ne seguirebbe la sorte.

Identificate l’obbiettivo. Concentrate il fuoco su di esso e su di esso solamente. Una volta distrutto, sceglietene un altro. Questo è il modo per ottenere una sicura vittoria!

Cercate sempre di combattere il nemico alle vostre condizioni. Se siete forti nel corpo a corpo, ingaggiate battaglia su un terreno compatto dove potrete trarre il massimo vantaggio dalle vostre capacità. Se, invece, il vostro punto di forza è la lunga gittata, combattete la battaglia a distanza. Se siete in superiorità numerica, attaccate su un fronte spiegato e usate le riserve per irrompere quando le linee del nemico eccessivamente estese collassano. Se siete in inferiorità numerica, concentrate le forze in modo da stringere il nemico a scontrarsi contro le vostre truppe migliori. Chi non è riuscito a trarre vantaggio dalle debolezze dell’avversario non ha mai vinto una battaglia.

Un campo di battaglia all’aperto è una trappola mortale. In guerra, ogni bersaglio visibile è una perdita, non importa quanto ben protetto.

Un comandante deve avere il coraggio di portare a termine il proprio piano, nel bene o nel male. Le guerre si vincono o si perdono quando le linee della battaglia vengono tracciate.

Se siete forti, fingetevi deboli. Se siete deboli, mostratevi forti. Qualunque sia la vostra condizione, nascondetela al nemico ed egli dissiperà le proprie armate combattendo i suoi fantasmi.

Un buon comandante non ha bisogno di rischiare, gli basta attendere che sia il nemico a farlo.

Questi sono tutti estratti del “Tactica Imperium”, un manuale di tattica militare della Guardia Imperiale. Nonostante sia stato scritto riguardo ad una ambientazione futuristica (Warhammer 40k), molti dei suoi suggerimenti possono essere un valido aiuto in ogni ambientazione di Gdr, specialmente nelle battaglie che per essere vinte non necessitano solo di massa muscolare, ma anche di materia grigia. 😉

Pubblico quindi tutti gli estratti utili, con la speranza che possano servire (come spunto, idea o suggerimento) a tutti i giocatori di ruolo che seguono questo blog. ^_^

A presto!

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3 Risposte

  1. Cary ha detto:

    grazie di aver pubblicato questi estratti Lherrie, a me fanno molto comodo!

  2. ThePreserver ha detto:

    A tutti coloro che hanno gradito questa pubblicazione, suggerisco caldamente di leggere anche “L’Arte della Guerra” di Sun Tsu, uno dei più arguti generali cinesi vissuto, mi pare, fra primo e secondo secolo dC.
    Fralaltro moltissime massime del Tactica Imperium sono decisamente simili a quelle elaborate da Sun Tsu (volutamente, è probabile). La tradizione di Sun Tsu ha generato delle vere e proprie scuole di pensiero strategico in Cina che, nei secoli successivi, hanno dato vita a trattati veri e propri di arte tattica. Il più celebre è prbbabilmente quello che è stato poi raccolto nel testo (ancora in stampa) “I 36 Stratagemmi”… neanche a dirlo, si tratta di 36 stratagemmi per varie situazioni di battaglia applicabili, secondo l’idea dei creatori, anche alla vita quotidiana, il tutto in relazione principalmente alla filosofia taoista.

    I) “Attraverare il mare per ingannare il cielo”: predisporre regole per ogni circostanza impigrisce la volontà; ciò che si trova abitualmente sotto gli occhi non desta sospetto; le manovre segrete si celano alla luce del giorno: nel massimo della luce del giorno, la più grande segretezza.
    II) “Assediare Wei per salvare Zhao”: dividere l’avversario anzichè rafforzare la sua compattezza; contrattaccare all’offensiva dell’avversario anzichè sferrare il primo attacco.
    III) “Uccidere con una spada presa a prestito”: quando l’avversario è già individuato ma l’alleato è ancora incerto, indurre l’alleato ad uccidere l’avversario, senza impiegare la propria forza.
    IV) “Attendere riposati l’avversario affaticato”: senza combattere direttamente l’avversario, affliggerlo con situazioni logoranti.
    V) “Approfittare dell’incendio per darsi al saccheggio”: se un disastro colpisce l’avversario, questa è l’occasione per trarne vantaggio; il forte esercita la sua potenza sul debole.
    VI) “Clamore a Oriente, attacco a Occidente”: quando è stata seminata la confusione nello spirito dell’avverario, egli cessa di valutare e diventa impreparato; attaccare quando l’avversario è impreparato e apparire nel punto in cui egli non vi aspetta.
    VII) “Creare qualcosa dal nulla”: una palese menzogna non è una menzogna efficace; la propria menzogna deve apparire reale; poco yin muta in tanto yin quando diventa molto yang.
    VIII) “Avanzare di nascosto verso Chenchang”: pur padroneggiando la situazione, mostrare all’avversario una mossa falsa per trarre vantaggio dalla sua tranquillità.
    IX) “Osservare l’incendio sulla riva opposta”: lo yang precede con astuzia il disordine; lo yin agisce in modo contrario; dare al fervore della lotta una battuta d’arresto e osservare la forza dell’avversario ritorcesi su di lui.
    X) “Celare un pugnale dietro un sorriso”: ispirare fiducia e tranquillizzare l’avversario mentre si tramano piani segreti; dopo aver provveduto a ciò, passare all’azione, evitando che l’avversario modifichi la fiducia che nutre verso di noi.
    XI) “Fare appassire il prugno al posto del pesco”: se la situazione comporta perdite inevitabili, diminuire yin per aumentare yang (modernamente: perdere un pedone per salvare una torre).
    XII) “Portar via la pecora che capita sottomano”: allorchè un piccolo varco si apre, approfittarne subito; allorchè si presenta un piccolo vantaggio, coglierlo subito; un piccolo yin si trasforma in un piccolo yang.
    XIII) “Battere l’erba per spaventare i serpenti”: nel dubbio ricercare la realtà dei fatti; muoversi solo dopo averla vaglia scrupolsamente; in tal modo il “ritorno” mette in evidenza lo yin.
    XIV) “Prendere a prestito un cadavere per rifondervi lo spirito”: non si può facilmente prendere a prestito ciò che è utile; ciò che è assolutamente inutile, invece, può essere richiesto e facilmente preso a prestito; prendere a prestito ciò che è assolutamente inutile ed utilizzarlo a proprio vantaggio.
    XV) “Snidare la tigre dalla montagna”: in attesa che le circostanze mettano in difficoltà l’avversario, utilizzare un uomo per adescarlo; avanzando verso l’avversario s’incontrano difficoltà; indurlo a venire verso di noi.
    XVI) “Allentare la presa per serrarla”: se si incalza l’avversario, egli si rivolterà; se lo si lascia andare, la sua forza diminuirà; tallonarlo da vicino, ma senza opprimerlo troppo; affaticare le sue forze, togliere la linfa al suo spirito combattivo; dopo che è stato messo in fuga, catturarlo; in tal modo si vince la forza avversaria senza spargimenti di sangue.
    XVII) “Lanciare un mattone per ottenere una giada”: il simile attira il simile; ottenere molto dall’avversario offrendogli poco.
    XVIII) “Catturare i banditi agguantandone il leader”: distruggere lo zoccolo duro dell’avversario, catturare il capo e l’intera struttura avversaria sarà sbaragliata.
    XIX) “Togliere legna da sotto il pentolone”: non opporsi alla forza avversaria, ma togliere linfa alla sua potenza.
    XX) “Intorbidire l’acqua per catturare i pesci”: servirsi dei disordini intestini dell’avversario, traendo vantaggio dalla sua debolezza e assenza di direzione strategica.
    XXI) “La cicala dorata abbandona il guscio”: conservare le apparenze per mantenere la propria potenza; l’alleato non nutrirà sospetti, l’avversario non si muoverà; arrendevolezza e ritardo.
    XXII) “Chiudere le porte per catturare il ladro”: mettere in una situazione difficile l’avversario di poco conto.
    XXIII) “Allearsi ai lontani per attaccare i vicini”: quando la situazione è bloccata e la potenza è scarsa, andare a cercare il profitto dai vicini, tenendo lontani i pericoli.
    XXIV) “Fingersi di passaggio per occupare Guo”: costretti tra due grandi avversari, fingere per accrescere la propria forza.
    XXV) “Rubare la trave, sostituire la colonna”: obbligare la formazione avversaria a continui cambiamenti per disorganizzare le sue forze principali; dopo averla condotta alla sua stessa sconfitta, approfittarne; determina la disposizione delle forze nemiche senza far loro capire la tua.
    XXVI) “Additare il gelso per maledire la sofora”: per governare il debole, il forte deve ammonirlo (“uccidere il pollo per spaventre la scimmia”: proverbio cinese).
    XXVII) “Fingersi stolti, ma non pazzi”: meglio fingersi ignoranti e non agire, che fingersi saggi ed agire imprudentemente; restare in tranquillità, ma senza lasciarsi sfuggire la circostanza favorevole.
    XXVIII) “Far salire sul tetto e portar via la scala”: ingannando l’avversario con falsi vantaggi, incoraggiarlo ad avanzare; dopo avergli impedito ogni via di uscita verso ciò che gli tornerebbe utile, adescarlo in una trappola mortale.
    XXIX) “Far spuntare i fiori sull’albero”: sfoggiare di fronte all’avversario una posizione di grande potenza pur avendo una forza insignificante.
    XXX) “Mutarsi da ospite in padrone di casa”: cogliere l’opportunità d’infilare il piede nel varco e impadronirsi del potere dell’avversario.
    XXXI) “Stratagemma della bellezza femminile”: se l’avversario è forte, attaccare il suo leader; se il leader è astuto, assalire i suoi sentimenti; indebolito il leader, l’avversario crolla e la sua potenza diminuisce naturalmente (“nessun uomo resiste alla tentazione della bellezza”: detto cinese).
    XXXII) “Stratagemma della città vuota”: rendere vuoto ciò che è vuoto; il dubbio procura altro dubbio; il perfetto vincitore dell’avversario non si impegna nella lotta.
    XXXIII) “Strategemma della spia che torna sui propri passi”: il dubbio nel dubbio.
    XXXIV) “Stratagemma dell’autolesionismo”: l’uomo non danneggia se stesso; se viene danneggiato è certamente vero; la spia agisce in modo da rendere vero il falso e falso il vero.
    XXXV) “Concatenamento degli stratagemmi”: quando non si è in grado di opporsi ad un avversario numericamente superiore, per ridurre la sua potenza fare in modo che si intrappoli da solo; il maestro militare , al centro della fortuna, riceve i favori del cielo.
    XXXVI) “La fuga è lo stratagemma migliore”: schivare l’avversario per conservare le forze (“la ritirata è un modo per avanzare, il saggio non combatte una guerra persa”: massima militare cinese).

    Come è facile notare, molti di questi stratagemmi sono di difficile interpretazione per i nomi e le spiegazioni criptiche; consiglio comunque a chiunque l’acquisto di una copia del libro “I 36 Stratagemmi”, ove viene data anche una spiegazione accurata del significato degli stratagemmi ed una illustrazione storica della loro applicazione. Nel 2003 la Punto d’Incontro Edizioni lo aveva pubblicato come tascabile, non so se sia ancora in giro.

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