Amon-Shapa

Con l’articolo di oggi presento un personaggio che avevo preparato così, senza motivi particolari, ma che poi non ho mai usato in nessuna partita. Liberamente ispirato da warhammer fantasy, ecco a voi

Amon-Shapa, guardia del sepolcro.

“Sentinelle ai Cancelli dell’Eternità, Forti al Cospetto del Re, Valenti che nessuno oltrepasserà, Guardiani del Sepolcro del Re”

Solo i soldati più coraggiosi e preparati al servizio del Faraone, o “Re del Sepolcro” potevano prestare servizio come sua guardia del corpo personale, o come guardie di palazzo. In virtù di questo loro ruolo, erano onorati del gran privilegio di seguire nella morte il sovrano, e di essere uccisi e seppelliti insieme al sovrano divino nella necropoli, a cui avrebbero fatto la guardia per l’eternità. La prospettiva di condividere l’immortalità futura insieme al Faraone spingeva la guardia del sepolcro (così erano chiamati questi soldati scelti) a compiere atti di estremo coraggio. Mai si sarebbero arresi o umiliati nella sconfitta, preferendo una morte in battaglia in un disperato tentativo di rivalsa. La loro tenacia spesso ribaltava le situazioni più disperate, e rendeva di nuovo incerto l’esito di una battaglia apparentemente perduta. Come grande onore relativo alla loro condizione, alla morte venivano parzialmente mummificati, anche se con procedimenti assai meno elaborati di quelli riservati ai Re o ai Principi del Sepolcro.

Amon-shapa era entrato nella guardia del sepolcro come figlio giovane (con troppi fratelli maggiori per poter aspirare a cariche o titoli di maggior prestigio) del Re del Sepolcro e di una delle sue tante concubine. Morto in battaglia, è stato parzialmente mummificato e sepolto. Passarono molti anni e diversi sovrani si susseguirono, quando il risveglio immortale infine avvenne.

In primo momento Amon non provò altro che una grande rabbia. I sacerdoti lo avevano ingannato!! Avevano promesso che si sarebbe risvegliato al fianco del suo Faraone, con tutta la sua corte, e che avrebbero vissuto per l’eternità integri nel corpo e nella mente, fedeli al loro signore, in un nuovo paradiso terrestre… e invece era andato tutto diversamente.

Amon-shapa si risvegliò in una cupa e buia tomba. Il suo corpo era marcito e decomposto dove la mummificazione non era stata correttamente effettuata, un sentore di morte riempiva l’aria della stanza in cui tutte le guardie erano sepolte, e le sue dita scheletriche stringevano una pesante lama istoriata in oro. La sua armatura da parata, leggera, non era quasi sentita sulle ossa ormai prive di carne del torso. Era quella l’immortalità che gli era stata promessa?

Ma un’altra grave scoperta fece provare ad Amon qualcosa di simile alla paura. Tutte le altre guardie seppellite con lui si erano risvegliate… ma, a sua differenza, sembravano aver completamente perso ogni individualità e parvenza di riflessi. Essi erano come in attesa di un qualche comando. Uscendo dalla tomba, vide che quella spaventosa situazione si era diffusa in tutto il regno, un tempo fiorente, e adesso ricoperto di orde di non-morti brulicanti ed in lotta tra di loro. Tra di essi Amon riconobbe principi, sovrani, e molti sacerdoti, anche loro nel suo stato fisico di decomposizione, ma dotati come lui di una volontà propria, e che guidavano soldati a scontrarsi gli uni contro gli altri in tremendi scontri. Non così indipendenti erano la maggior parte delle altre figure, ridotti a meri automi al servizio delle volontà più forti. Ma come fare a fidarsi di coloro che prima lo avevano ingannato a proposito dell’immortalità, e che ora stavano massacrandosi a vicenda?

Amon-Shapa fuggì dalla necropoli, con solo gli oggetti che aveva al risveglio. Una lama lunga, ricurva e decorata. Una daga assicurata alla vita ormai priva di carne, e la sua armatura da parata.

Non sapeva nulla del mondo, di quanto tempo fosse passato e di cosa fosse successo… ma lo avrebbe scoperto.

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