L’Occhio di Skaal

 

Si narra che agli albori del nostro mondo, quando Fuoco e Ghiaccio erano ancora Uno e quando l’uomo non era altro che pura potenzialità, la Bianca Madre camminasse su questa nostra Terra, in contemplazione del Suo Creato e in preparazione delle Ere a venire.

 

Questa fu l’Era della Contemplazione.

 

[…]

 

Accadde tuttavia un giorno un inaspettato evento.
Una Potenza si avvicinava a questa nostra Terra, né invitata né richiesta.

Più volte Nostra Signora chiese spiegazioni, in nessuna ottenne risposta, tuttavia mai si oppose alla di Lui manifestazione, perché l’Entità cercava Lei, e Lei soltanto.

 

L’Essere non ebbe rispetto per la Creazione della Bianca Madre: un Fuoco Purpureo anticipò la sua venuta, il tetto del mondo si squarciò e le violacee fiamme arsero, trasformando la vita in polvere.

 

 

L’Entità emerse quindi dalle profondità della sua stessa Caduta.

 

Un’Entità dalla cangiante forma, dallo scuro aspetto, dal bramoso sguardo.

 

 

Io sono Skaal, e ciò che il mio Occhio vede, il mio Occhio brama

La Mente spezza e piega, l’Anima al Suo Volere incatena

Tu Crei, Tu Plasmi, a Me non è concessa tale incredibile sfera

Io sono Skaal, e per la prima volta, il mio Occhio non vede, ma comunque brama…

 

[…]

 

La Bianca Madre osservava con grande tristezza l’Entità ed il suo operato.
Chiuso nel proprio silenzio, non rispondeva a nessuna domanda, continuando con determinazione a cercarla. Tuttavia, c’era qualcos’altro nell’Entità, qualcosa di cui neanche Essa era pienamente conscia.

Nella sua ricerca non v’era determinazione, ma disperazione.

Nostra Signora intuiva che se si fosse mostrata alla Creatura, questi l’avrebbe subito consumata, senza lasciarLe tempo di parlare:
difatti, ciò su cui l’Occhio di Skaal si posava perdeva, lentamente ma inesorabilmente, la propria coscienza ed esistenza, diventando con il tempo parte integrante dell’Entità stessa.

 

La Bianca Madre decise quindi di aspettare, fino a quando non fosse stata l’Entità a chiedere di parlare.

 

[…]

 

E solo quando tutto ciò che la Bianca Madre aveva creato e plasmato fu parte di Skaal, solo allora l’Entità capì che mai sarebbe stato in grado di vedere Nostra Signora, se Lei non lo avesse voluto.

 

 

Io sono Skaal, e ciò che il mio Occhio vede, il mio Occhio brama.

La Mente spezza e piega, l’Anima al Suo Volere incatena.

Creatore di Forme, il tuo Creato è mio, quindi perché la Tua Anima è libera, la Tua Mente intera?

Io sono Skaal, e per la prima volta, il mio Occhio non vede, ma comunque brama…

 

 

La Bianca Madre rispose proponendo un Sacro Patto: avrebbero parlato, discusso del motivo per cui Skaal bramava il potere di Lei così disperatamente.
Parlato del passato.
Del presente.
Del futuro.

Quando entrambi si fossero ritenuti soddisfatti, la Creatura avrebbe potuto chiedere a Nostra Signora qualunque cosa, compresa il mostrarsi alla sua Vista.

 

L’Entità accettò senza indugi.

 

[…]

 

Non ci è dato sapere su cosa verté la discussione, ne mai lo sarà, in quanto certe disquisizioni non sono semplicemente alla portata della nostra umile forma.

Ci è tuttavia dato di conoscere cosa infine fu chiesto.

Dopo aver ascoltato le parole di Nostra Signora, l’Entità chiese alla Bianca Madre di cavargli il suo unico Occhio.

 


 

Vi è un enorme cratere al centro del mondo.

Si dice che raggiunto il fondo, si possa trovare la risposta ad ogni domanda.

Al prezzo di essere pronti ad accettarla.

 

 

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