A proposito di GdR, la distanza fra giocatore e personaggio

 

Un Gioco di Ruolo porta questo nome proprio per il fatto che nel suo contesto si è sempre in qualche modo chiamati ad interpretare un “ruolo”.
Per i Giocatori questo significa il proprio personaggio/ avatar/ alter-ego, per il Master il mondo, le creature che lo abitano e le leggi fondamentali che lo governano.

In alcuni passati articoli ho spesso parlato del ruolo di cui si fa carico il Master, e delle situazioni che derivano da questa posizione, come ad esempio “Quando uccidere un Giocatore“.

In questo articolo vorrei invece toccare una piccola parte di questo grande discorso dal punto di vista dei Giocatori (ndr: iniziando quindi, come piace a me, dall’alba dei tempi 😆).

Nello specifico, vorrei affrontare la distanza fra un Giocatore ed il proprio Personaggio.

 

 

 

Cosa s’intende per “distanza”?

 

Con distanza fra giocatore e personaggio io intendo quanto una persona si immedesima e si avvicina ad “essere” il personaggio stesso.
O in altre parole, la misura di quanto senta il proprio personaggio come parte di se.

Ormai credo abbiate capito il mio personale pensiero sul GdR, ovvero quanto il bello di questo splendido hobby sia a mio parere proprio la libertà di fare e giocare qualsiasi cosa (ndr: nel rispetto della libertà degli altri, ovviamente!).

Nello specifico di questo articolo, s’intende che non esiste una distanza giusta, o una sbagliata.
E che inoltre la distanza di ognuno di noi dal proprio personaggio non è per forza sempre la stessa!

Questa dipende certamente dalla forma mentis della specifica persona, ma è comunque un qualcosa di dinamico, in perenne mutamento che può anzi cambiare (ndr: a volte senza una decisione conscia dell’interessato 😆) nel corso della partita, o persino nel corso della singola sessione.

 

Per cercare di spiegare al meglio il significato che conferisco a questa “Distanza”, e per rafforzare la posizione neutra che vorrei avesse, cerchiamo di considerare quelli che per me sono i casi limite:

 

1. Separazione netta fra Giocatore e Personaggio

Ovvero, distanza Infinita.

 

Pensiamo solo alle regole, solo alla parte di “Gioco”.

Il personaggio è quindi solo uno strumento per raggiungere l’obbiettivo del gioco.
In un certo senso, questa interpretazione è molto più vicina ad un gioco da tavolo, o ad un gioco di miniature (ndr: senza considerare il fatto che spesso le persone o i giochi stessi introducono elementi di “ruolo”, il cosiddetto “fluff”, anche in questi tipi di gioco).

 

2. Completa uguaglianza fra Giocatore e Personaggio

Ovvero, distanza nulla.

 

Pensiamo solo all’interpretazione, solo alla parte di “Ruolo”.

Nessuna regola, solo una storia collettiva in cui noi siamo il nostro personaggio.
Tuttavia perché allora non ci basta l’immaginazione, il pensiero creativo da solo, diciamo?
Secondo me, perché le regole del gioco sono molto più importanti di quello che sembrano (ndr: un’ottima prova di ciò secondo me sono i GdR su Forum improntati secondo l’unica regola “descrivi come agisce e cosa subisce il tuo personaggio” 😆).

 

Ho voluto parlare di quelli che io reputo casi limite perché penso che il Gioco di Ruolo sia bello proprio nel suo essere Gioco E Ruolo.
Vi è magari una parte che ognuno di noi preferisce rispetto all’altra, ma nessuna delle due sarà mai oggettivamente più importante dell’altra.

Servono entrambe.

 

Allo stesso modo, non è importante l’oggettiva distanza dal nostro personaggio, ma quanto noi ci sentiamo a nostro agio con essa.

 

Personalmente, sono un grande sostenitore del cercare di immedesimarsi nel proprio personaggio il più possibile.
Questo perché i momenti in cui mi sono divertito di più erano sempre quelli in cui ero molto vicino al mio personaggio.

Ma questa, come sempre, è solo la mia opinione. 🙂

 

E voi?

A quanta distanza vi piace stare dal vostro personaggio?

 

 

 

 

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