D&D – Il discorso di un Drago

 

I quattro Eroi avevano ormai raggiunto quella che doveva essere la vera e propria tana del Drago.

A differenza delle precedenti, l’attuale caverna era di discrete dimensioni, dell’ordine di diverse centinaia di metri. Una serie di varchi sul soffitto, forse crolli naturali, forse no, permettevano alla luce solare di illuminare adeguatamente l’ambiente.

L’enorme e maestosa creatura li stava aspettando, raccolta in cima alla pila d’oro e oggetti preziosi che aveva accumulato nel corso degli anni.

 

 

Il suo sguardo era carico di repulsione e rancore, emozioni che non cercava minimamente di mascherare.

Il gruppo conosceva la reputazione del Drago: innumerevoli avventurieri avevano perso la vita cercando di sconfiggere quella terribile minaccia alata. Si diceva inoltre che queste creature bruciassero e distruggessero solamente per pura crudeltà, e per un malsano desiderio di sottrarre la felicità del prossimo.

Gli impavidi Eroi si fecero avanti, ed il Drago scelse quel momento per parlare nella sua lingua madre, il Draconico, per meglio esprimere il proprio disprezzo.

 

Luridi, miseri, stupidi umani.

Vedo nei vostri piccoli occhi la brama di gloria, di ricchezza, di sangue e furia.
Vedo quanto le vostre azioni siano intrise di pregiudizio, e guastate dall’ipocrisia.

In un tempo ormai passato ho cercato di vivere fra voi. Per decenni ho condotto una vita semplice ed onesta insieme ad un compagno umano che stimavo, forse persino amavo. Quindi un giorno, mentre ero lontana, siete arrivati voi.

Siete stati voi umani a dare fuoco alla nostra casa, non il soffio di un Drago.

Avrei potuto ardere le vostre carni.
Invece non l’ho fatto.

Siete stati voi umani a derubarci di tutti i nostri averi, non la malizia di un Drago.

Avrei potuto riprendere con la forza ciò che era mio fin dal principio.
Invece ho lasciato correre.

Siete stati voi umani a trucidare lui e l’intero villaggio, non gli artigli di un Drago.

Avrei potuto cercare vendetta in nome del mio compagno.
Invece mi sono ritirata in un luogo isolato, sopprimendo il desiderio di massacrarvi.

Tuttavia, stupidi umani, non vi basta mai, vero?
Queste ricchezze non sono dei poveri innocenti che “salvate” solo per appagare il vostro Ego.
Sono di miseri umani come voi, venuti qui per reclamare la mia vita e le mie scaglie come trofeo.

Mentre vengo additata dalla vostra “Giustizia” come fonte di tutte le malefatte di cui vi macchiate nella notte, io caccio, dilanio e divoro i veri colpevoli, i luridi umani che pensano di poter uccidere e depredare impunemente!

 

Luridi, miseri, stupidi umani.

Non tollererò la vostra presenza nella mia dimora per un secondo di più.
Tornate da dove siete venuti, o CONOSCERETE IL SOFFIO, LA MALIZIA E GLI ARTIGLI DI UN DRAGO!

 


 

“Ma state capendo qualcosa di quello che sta dicendo?”

“No, credo stia parlando in… Draconico… forse?”

“Non guardate me.”

“Ma da quando ci interessa cosa ha da dire, scusate?”.

“Cosa facciamo?”

Lo carichiamo, ovviamente!”

“Io mi prenoto quella lancia laggiù, avete visto come brilla? E’ MAGICA!

“Non vedo l’ora di farmi fare un’armatura con quelle splendide scaglie!!”

 


 

Dopo una dura ed estenuante battaglia, i quattro Eroi riuscirono a sconfiggere il terribile mostro che infestava le montagne della regione, purtroppo al doloroso prezzo della vita di uno di loro.

La pace tuttavia sembrava sempre un sogno lontano: arrivavano ancora notizie di intere comunità distrutte, i resti carbonizzati unica prova della loro passata esistenza.

 

 

Per quanto fosse disdicevole, il gruppo non poté fare a meno di sorridere quando comprese la situazione. Si trattava chiaramente del famoso Drago Striato delle montagne vicine, che si era probabilmente conteso finora la regione con quello da loro sconfitto!

Certo la gente comune parlava di banditi, ma loro erano Eroi!
Non si sarebbero mai abbassati a scacciare dei semplici e pulciosi briganti!

E l’esistenza di un secondo Drago implicava una cosa altrettanto importante:
l’esistenza di un secondo tesoro!

 

I tre rimanenti Eroi si misero immediatamente in marcia, alla ricerca della loro nuova preda.

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