A proposito di GdR, una parentesi personale sul Metagioco

 

Circa due settimane fa, abbiamo parlato su questo sito di uno specifico caso in cui un Giocatore possiede informazioni che il suo Personaggio invece non conosce.

 

Domande Innocenti – Giocare Lega avendo già letto l’Avventura.

 

Nel suddetto articolo, si era nominato il fattore di Metagioco, parlando di un futuro articolo separato che avrebbe affrontato un po’ più direttamente questo tema.
Lo scritto di oggi nasce proprio per questo motivo.

Il mio non vuole essere un lungo articolo di analisi, anche perché sono sicuro che una cosa del genere sia già stata fatta da persone ben più autorevoli in materia di me.
Questa vuole principalmente essere una condivisione del mio punto di vista, una (breve ma non troppo 😆) parentesi personale sul Metagioco.

 

 

Detto questo, iniziamo.

 

 

Con il termine “Metagioco” ci si riferisce a ciò che di un gioco va al di là del gioco stesso e cioè a quegli aspetti che non derivano direttamente dalle regole, ma “dall’interazione con l’ambiente e il contesto”, elementi che includono l’atteggiamento dei giocatori, il loro stile di gioco, la loro reputazione e il contesto sociale nel quale si gioca.

– Wikipedia, l’enciclopedia libera (link)

 

Parlando di Metagioco, trovo che le prime righe scritte su Wikipedia siano decisamente azzeccate.
Pur essendo pensate per un contesto generale, queste parole sono estremamente coerenti anche nello specifico caso del Gioco di Ruolo.

Credo infatti che siate (quasi) tutti d’accordo con me nel sostenere quanto atteggiamento, stile di gioco, reputazione della singola persona e contesto in cui si sta giocando siano tutti validi fattori, che possono influenzare tipo e quantità di Metagioco di una data partita.

Atteggiamento.
Che sia dell’individuo o del gruppo, la mentalità con cui si approccia la partita è estremamente rilevante non solo riguardo al Metagioco, ma anche al gioco in se.

Stile di gioco.
Diversi GdR incentivano differenti stili di gioco, e se a questo aggiungiamo le preferenze personali di Master e Giocatori, abbiamo un altro importante fattore che può influenzare presenza e quantità di Metagioco.

Reputazione.
Questa parla da sola: la reputazione delle persone con cui giochiamo, positiva o negativa che sia, influenza come ci comportiamo con loro, e quindi anche il modo in cui giochiamo.

Contesto.
Un conto sono 3 amici che giocano la loro 20esima sessione di una campagna storica (per me, “Il Sangue dell’Imperium” e “All’Ombra della Quercia”! 😀 ), un altro sono 7 giocatori in una rumorosa convention che giocano il loro primo Epic. Esperienze totalmente diverse, ed entrambe valide!

 

Se poi cercassi con parole mie di descrivere il Metagioco, il risultato sarebbe più o meno questo:

“Il Metagioco è tutta la parte di gioco che non dipende direttamente dalle regole e dallo sviluppo del gioco stesso.”

Parliamo però anche della luce negativa in cui spesso viene visto in ambito GdR.
E con “luce negativa” si intende l’effetto del Metagioco, in qualunque modo si presenti sul tavolo da gioco, di riportare immediatamente i partecipanti alla realtà “fuori dal gioco”, una vera e propria doccia fredda dall’immersione nel proprio personaggio e nel mondo che insieme al Master stanno giocando e sviluppando.

Prendete tutta via in considerazione questo:

 

Se scoppiasse una discussione sulle regole del gioco durante la partita?

Tecnicamente non si tratta di Metagioco, in quanto stiamo parlando delle regole del gioco stesso.
Eppure una discussione del genere interrompe la narrazione e sospende l’immedesimazione dei giocatori nei loro rispettivi personaggi, per parlare del gioco dal punto di vista tecnico.

Ciò che voglio dire con questo esempio è che anche se il Metagioco può effettivamente causare una perdita dell’immersione, essa non è affatto una sua prerogativa.

Essendo il GdR strutturato per avere una parte più o meno importante di immedesimazione ed interpretazione, ci saranno per forza momenti in cui questa parte sarà più debole o più forte.
In questo senso, il Metagioco non è qualcosa di estraneo al GdR, ma solo un’altra sfaccettatura (che può piacere o meno) di questo incredibile strumento.

 

Riguardo a questo, per meglio cercare di condividere il mio punto di vista, vi propongo una divisione (totalmente arbitraria 😆) del Metagioco in 3 tipi.

 

— Comico

Gli “Inside-joke”, le battute fra amici che si conoscono, le battute sulle regole, le battute sul Master (ndr: ad esempio, sulla presunta incapacità di quest’ultimo di dare dei nomi come si deve ai PNG 😛), e più in generale tutti quei momenti dove non è il Personaggio a scherzare, ma il Giocatore.

Sinceramente, io adoro il Metagioco Comico.
Nonostante abbia sempre storto il naso di fronte al Metagioco, mi rendo conto di peccare un po’ di ipocrisia, perché sono invece il primo a scherzare e fare battute out-of-character.
Certo, posso dire che “non è la stessa cosa!” o altre scuse del genere, ma resta il fatto che qualunque cosa che fa parte del gioco senza essere direttamente correlata al mondo all’interno del gioco, è comunque Metagioco.

 

— Involontario

Rendersi improvvisamente conto dell’ispirazione o dell’avventura che il Master sta usando, applicare inconsciamente la propria formazione umanistica o scientifica con personaggi che non la possiedono, leggere inavvertitamente il segreto di un altro giocatore, o anche uno spoiler involontario da parte del Master stesso.

Il Metagioco Involontario è lo scheletro nell’armadio, la rivelazione che ha il Giocatore ma non il Personaggio, ed il conseguente sforzo di far finta di niente, nonostante tutti al tavolo sappiano.

Mi è capitato, durante una campagna in cui ero Master, di correggere un giocatore su alcune informazioni di trama che aveva scoperto. Le stava raccontando al resto del gruppo, e pensai che ne avesse frainteso una parte. Egli invece aveva volutamente omesso alcuni dettagli importanti per poterli eventualmente sfruttare o rivelare in un futuro momento!
Inutile dire che, nonostante i personaggi nel gioco non avessero scoperto la cosa, rimasero comunque guardinghi e sospettosi verso l’altro giocatore.
E’ da quel momento di grande vergogna che, per sicurezza, non ripeto più nessuna informazione ai miei giocatori. 😆

 

— Volontario

Informarsi riguardo l’avventura in corso per meglio affrontarne i pericoli, proporre ed eseguire grandi piani tattici mancando delle capacità mentali (ndr: INT inesistente per ragioni di Powerplaying, o avversari che sfruttano le debolezze del party senza una reale giustificazione), agire e reagire in modi che richiederebbero informazioni non possedute dal personaggio, o anche parlare di come risolvere gli ostacoli della campagna fra una sessione e l’altra.

Questo è il tipo di Metagioco che è di solito visto peggio, ed è spesso considerato equivalente al barare in altri giochi. Ed anche se è innegabilmente barare, non è comunque per forza un male.
Dopotutto, ognuno gioca nel modo che preferisce!

Ad esempio, personalmente cerco sempre con costanza di non sfruttare conoscenze che in quanto Giocatore (o PNG) non dovrei avere. Tuttavia, non mi sono mai fatto particolari problemi da Giocatore nel parlare di come risolvere un ostacolo della partita fra una sessione e l’altra!
Per me quest’ultima cosa fa parte del gioco, ed è senza ombra di dubbio Metagioco.

 

Ed ora direi che avete un’idea più chiara di quanto, a mio parere, Gioco e Metagioco siano entrambi parte integrante del GdR.

 

 

Poniamo tuttavia che, proprio perché ognuno gioca a modo suo, detestiate visceralmente uno specifico tipo Metagioco. In questo caso, il mio consiglio è di provare queste 3 cose, in questo ordine:

 

1. Parlarne con la singola persona.

Un GdR si gioca in gruppo, ed è normale che ogni persona abbia un modo diverso di giocare.
Spesso le difficoltà relative al Metagioco si risolvono spiegando alla persona interessata il nostro problema.

Possibilmente non in un’esplosione di nervosismo dopo aver raggiunto il punto di rottura, però. 😆

 

2. Provare a partecipare nel Metagioco del gruppo.

Se la cosa che vi infastidisce è insita nel modo di giocare dell’intero gruppo, o se la specifica persona non riesce o non vuole cambiare il proprio modo di giocare, possiamo provare un altro approccio.

Perché non provare quel tipo di Metagioco insieme al vostro gruppo? Certo, quasi sicuramente non vi piacerà, ma il risultato potrebbe invece sorprendervi.

 

3. Cambiare gruppo.

Se ne la prima soluzione ne la seconda hanno funzionato, allora forse vi conviene cercare un altro gruppo. Questo però non significa non essere più amici con le persone del gruppo precedente!

Semplicemente, potrebbero esserci cose più divertenti da fare insieme, ed al contempo potreste trovare un gruppo di GdR più affine alle vostre preferenze di gioco!

 


 

Ok, ho detto tutto quello che volevo dire!

Grazie per aver letto fino a qua, e grazie comunque anche se avete solo scorto per vedere quante parole quel pazzo di Orthega ha scritto sostenendo che sarebbe stato “breve”!

 

Alla prossima! 😀

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