Dominaria & Dragons: “La Compagnia di Sasso Bob”, presentazioni

Piano di Dominaria

Continente di Aerona,
Benalia

 

 

Cinque figure arrancavano affaticate e contuse verso la fervente città di Vess.

Provenivano chiaramente dal pantano di Caligo.
Questa un tempo florida foresta è ora ridotta ad una tetra e pericolosa palude, per opera della Cabala di Belzenlok.

Nessun esploratore era mai ritornato… “vivo”, e loro, le prime persone a farlo, non erano neanche mai state viste entrare in primo luogo.

 

Jodah, Arcimago Eterno.

Non che si sia attualmente presentato con tale titolo, eppure nome ed aspetto sembrano rifarsi proprio alla figura leggendaria di cui si narra negli antichi racconti.
Il nome “Jodah” compare infatti nelle cronache da secoli. Gli studiosi di Argivia sostengono che, vista l’impossibilità per un essere umano di vivere così a lungo ed apparire nei posti più disparati, probabilmente l’appellativo non si riferisca ad un unico Mago, bensì ad una famiglia o ad un titolo arcano.

La verità è ovviamente molto più interessante.

Posso dire con sicurezza che nonostante il “Jodah attuale” sia molto meno potente come Mago, è decisamente più in pace con se stesso come persona rispetto al Jodah che ho conosciuto io.
Dopotutto, quest’ultimo non avrebbe mai stretto un rapporto di sincera amicizia con i suoi attuali compagni, e men che meno con il piccolo elementale di terra.

Sembra non ricordare nulla del suo passato, e non avere nessun problema nell’accettare la cosa, mentre sostiene con veemenza di conoscere “il futuro del futuro”.

Certo, un’affermazione del genere può sembrare ridicola, ma solo per chi crede che il tempo scorra necessariamente in un’unica direzione.

 

Grace, Cavaliera della Grazia.

Non è un caso che i genitori della donna abbiano scelto questo nome per la loro figlia.
Fin da piccola infatti Grace ha dimostrato di poter alleviare le sofferenze delle persone con il semplice tocco, e non ha avuto problemi una volta cresciuta nell’abbracciare completamente il significato del proprio nome.

Una Cavaliera della Grazia ed un Paladino, aveva già combattuto contro la Cabala e la Non-morte ben prima di unirsi al gruppo, ed è perfettamente conscia delle atrocità che il Culto della Morte è disposto a compiere in nome di Belzenlok.

Ha purtroppo perso il suo nobile destriero in battaglia, ma la maestria con cui brandisce la picca rende comunque i suoi attacchi rapidi e incisivi.
Sembra anche aver sviluppato una sorta di collegamento empatico con l’elementale della compagnia, cosa che non ritenevo possibile.

Una persona coraggiosa, che non si perde d’animo di fronte a niente e nessuno.

Una luce che trafigge l’oscurità.

 

Jados, (Ex-)Confessore della Fortezza.

Jados è stato un tempo parte della Cabala.

Almeno fino a quanto i suoi studi non lo hanno portato a conoscere la verità.

Belzenlok è molte cose, ma non l’Eterno Patriarca.

Questa è una spregevole menzogna, un complotto orchestrato dal Signore dei Demoni per prendere controllo e possesso delle risorse materiali ed umane dell’organizzazione, nel suo momento di debolezza.

Mentre le menti semplici si piegavano al volere del demone, sedotti dalla promessa di un potere che avrebbe trasceso la morte stessa, Jados ha colto l’occasione per abbandonare indisturbato la sua postazione.

Votato al Dominio della Morte, è comunque un capace guaritore.
Il gruppo con cui viaggia non lo ha mai giudicato per il suo portamento leggermente inquietante ed il suo umorismo macabro, cosa di cui è grato.

Entrando in contatto con l’elementale che la compagnia si porta dietro, sembra che il suo Dominio, e i suoi poteri, stiano lentamente cambiando.
Il Chierico entrerà in sintonia con questo cambiamento, o lo estirperà alla prima occasione?

Solo il tempo può dirlo.

 

Galta, Campione della Fiamma.

Originario della nazione guerriera di Keld, Galta è certamente umano, eppure estremamente diverso d’aspetto rispetto ai cittadini di Benalia.

Alto quasi 2 metri e dalla carnagione blu-grigia, tipica di chiunque abbia sangue di Keld nelle vene, prima di viaggiare con il gruppo vendeva le sue capacità belliche come mercenario.

Il suo carattere irruento e insolente lo ha già portato a scontrarsi con alcuni membri del party, i quali reputano il Barbaro una bestia impulsiva e incontrollabile.

Ovviamente Galta vede queste affermazioni come un complimento, ed anche se ha anteposto a volte il proprio divertimento personale all’incolumità dei suoi compagni, sembra apprezzare enormemente la loro presenza e compagnia.

E’ l’unico che sembra invece disprezzare o essere in qualche modo infastidito dalla presenza del piccolo elementale, al punto da insultare e sfidare apertamente l’utilità della creatura.
Se questa sua ostilità sia dovuta ad un’opinione personale o all’influenza della Fiamma di Keld, non ci è dato saperlo.

Quantomeno, per ora.

 

Kal, Trappolatrice D’Avenant.

Avenant.

Un’isola situata a nord di Benalia, molto difficile da avvicinare perché protetta da irremovibili arcieri e robuste baliste, la cui potenza e precisione è materia di leggenda.

Ed è proprio l’amore per Storia, Letteratura e Poesia che spinge gli arcieri d’Avenant a dare il meglio di loro stessi. Si dice che ognuno di essi abbia due mentori, tiratore e poeta, in modo tale che ogni freccia sia guidata da un frammento di poesia.

E Kal ne è il fulgido esempio.

Ha infatti pienamente dimostrato l’onore del suo retaggio, ricorrendo alla sua eccelsa abilità con l’arco solo quando strettamente necessario, preferendo sempre un primo approccio diplomatico.

I suoi ricordi sono però confusi.

Sogna foreste in cui non è mai stata, e manifesta la magia divina tipica dei Ranger di Lanowar con disarmante naturalezza.

Tutto ciò le sembra così estraneo, e contemporaneamente così familiare.

Ancora non sa il motivo di tutto questo, ma la ricerca è appena iniziata, e non ha intenzione di darsi per vinta.
La sua volontà è forte, e sa che anche se essa dovesse venire meno, sarà la poesia a sostenerla.

“Vola rapida, saetta sagace,
E insegna la filosofia della quiete.”

 

 

E infine, ultimo ma non meno importante,

 

 

Sasso Bob, la Pietra Parlante

Un costrutto.
Un elementale.
Un’anomalia.

Egli è tutto questo, e molto di più.

Perchè, prima di ogni altra cosa,

Sasso Bob è un amico.

 

C’è un motivo se la compagnia porta il suo nome.

Quale?
Chiedetelo a loro.

Io sono solo un viaggiatore, un osservatore.

Il vento sussurra “Torna a casa”, ma non posso farlo.

 

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.