“Spazio 3150” – Primo Contatto, Personaggi ( II )

 

Il Medico

 

Le altre persone avevano il coraggio di chiamarla medico.
Lei no.

Quello che sapeva di medicina era unicamente frutto dell’esperienza, tristemente maturata nel corso degli anni passati a lavorare nelle colonie spaziali.

Quando vedi abbastanza gente morire, inizi anche a capire di cosa muore.

Gas, malattia, infezioni, altre persone.

Dopo le prime guarigioni, la gente aveva preso ad andare da lei: era più rischioso si, ma la possibilità di perdere il lavoro per “inattività” era molto più spaventosa per una famiglia di coloni.
E comunque, nonostante non sempre le sue medicazioni portavano risultati, faceva tutto il possibile per aiutare i suoi pazienti.

Non vendeva solo cure mediche, vendeva speranza.

 

Nel corso degli anni era persino riuscita a farsi una minima base medico-scientifica con i soldi che aveva accumulato, comprando e studiando alcuni testi sulla materia.

Ovviamente si pentì di averli ordinati quando la sua attività illegale fu rintracciata grazie ad essi, ed una discreta quantità di decessi (la maggior parte totalmente scollegati) attribuita alla sua “clinica”.

E così, dovendo scegliere se passare l’intera vita in prigione o lavorare a tempo indeterminato per la E.S.P., l’ultima sembrò, nonostante la brutta reputazione fra le colonie, il male minore.

 


 

Il Pilota

 

Era brava.

Non il tipo di bravura che necessita di un attestato o in un diploma per essere verificata.
Quella diretta e palese, che riesci tranquillamente a vedere ad occhio nudo.

Non solo era in grado di pilotare meglio di qualunque cadetto del suo anno all’Accademia Aerospaziale Centralizzata, poteva farlo chattando sul tablet, scrivendo un saggio, completando un cruciverba.

Le navette erano per lei come una seconda pelle.
Pilotarle le veniva naturale, talmente naturale da poter dedicarsi contemporaneamente ad un’attività altrettanto impegnativa senza che ciò influisse sulle sue capacità di controllo del veivolo.

Aveva davanti a se una carriera radiosa.

Almeno, questo prima di umiliare pubblicamente due ricchi figli di papà, quando durante le simulazioni aperte di combattimento fra caccia obliterò da sola i due spocchiosi ragazzi, senza che questi portassero un singolo colpo a segno.

Sembrava impossibile che potesse occuparsi contemporaneamente di guida ed armamenti, quando i caccia erano appositamente costruiti per essere operati in due.
Non ci volle molto perché girasse la voce che fosse in realtà uno psionico non dichiarato, e ancora meno per falsificare una parte delle visite a cui fu sottoposta.

Il risultato?
Le rovinarono la vita.

Era conoscenza comune quanto questi individui fossero mentalmente instabili, e come il loro potere, se fuori controllo, potesse facilmente danneggiare cose e persone.
Indipendentemente dalla veridicità delle accuse contro di lei, nessuno avrebbe corso il rischio di avere un potenziale psionico fra i propri dipendenti.

Nessuno… tranne la E.S.P., ovviamente.

 


 

Il caposquadra, l’ex-soldato, il medico, il pilota ed il tecnico.

Nello spazio, nessuno li avrebbe sentiti urlare.

 

 

 “Spazio 3150″ – Primo Contatto

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