Magic – The Gathering: La Scommessa di Johan, II

 

L’Ombra si avvicinò lentamente, godendosi ogni singolo istante di disperazione.

 

Tuttavia, la sua incontenibile rabbia la rendeva apparentemente cieca alla presenza di una terza figura, occultata fra gli alberi non ancora contaminati dalla corruzione della Cabala.

Un soldato semplice aspettava il momento giusto per correre in aiuto del proprio sergente.

 

 

La donna era perfettamente conscia che in condizioni normali il semplice nascondersi non avrebbe mai potuto ingannare un’Ombra: il sergente Johan ci aveva visto giusto.

 

La disperata scommessa sembrava reggere.

 

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Il cadetto cercò di mantenere la calma, ripetendo a se stessa che tutto stava “probabilmente” andando secondo i piani.

Non ricordava quasi niente dell’imboscata.
Il destriero del Maresciallo le era piombato addosso, l’enorme peso della bestia l’aveva schiacciata immediatamente a terra. La testa del povero animale era stata troncata di netto, ed il sangue ancora caldo l’aveva investita in pieno, bagnando pelle, vestiti ed armatura.

Poi, solo oscurità.

Era stato il sergente a trovarla e, dopo averla aiutata a liberarsi del defunto cavallo, a raccontarle cosa era successo.

Erano giunti alla conclusione che la creatura non doveva essersi accorta della ragazza, complice probabilmente l’enorme quantità di sangue da cui era stata sommersa. Questo purtroppo non l’avrebbe fermata: sarebbero stati inevitabilmente ritrovati entrambi, ed affrontarla nel suo territorio avrebbe significato morte certa.

 

Tuttavia, Johan aveva avuto un’idea.

 

Visto che l’Ombra pensava di aver lasciato un unico superstite, avrebbe prima seguito lui.
Si sarebbero quindi divisi, con lo scopo di raggiungere lo stesso punto al limitare della palude, ma da direzioni diverse.

L’idea del sergente si basava sull’odio dell’entità nei suoi confronti: se la rabbia avesse superato acume e prudenza, l’Ombra si sarebbe palesata prima di cercare ulteriori minacce.

 

Il cadetto era pienamente consapevole di quanto la proposta del suo superiore rasentasse la follia.

Era arrivato il momento di darsi da fare.

 

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La donna si era mentalmente preparata alla possibilità del proprio trapasso.
Questo non le impedì di tirare un sospiro di sollievo quando come da programma, l’Ombra uscì dall’oscurità del pantano di Caligo, avvicinandosi lenta ma trionfante alla posizione di Johan.

Il sergente e la creatura passarono qualche interminabile secondo a studiarsi.

Non c’era stato tempo per medicare adeguatamente la ferita di Johan, ed il continuo sforzo fisico aveva inoltre guastato la rudimentale fasciatura di fortuna.
L’Ombra invece sembrava intatta, della lesione di cui aveva parlato il sergente non v’era alcuna traccia.

 

Nonostante le sue condizioni, l’uomo improvvisamente urlò, caricando la sbigottita creatura.

Il segnale.

 

Lisa scavalcò la propria copertura e scattò nella stessa direzione: avrebbero colpito l’Ombra contemporaneamente, senza darle il tempo di difendersi da entrambi gli attacchi.

 

Tutto sarebbe stato deciso nel giro di pochi secondi.

 

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