Awaken – Parliamone un po’

Nota: questo articolo è stato scritto a quattro mani da me e Othega, che si è più che gentilmente occupato della trascrizione e scrittura dell’articolo. La penna è la sua, ma tanto io quanto GdrTales ovviamente rivendichiamo e condividiamo al 100% ogni parola: quando si tratta di recensioni scritte, se parla un ragazzo/a dello staff è esattamente come se stessi parlando io.

– Lherian

 

 

Introduzione

Awaken è un gioco di ruolo Dark Fantasy, finanziato con successo su Kickstarter a fine novembre 2015 dopo aver raccolto più di 25mila dollari (rispetto ai 15mila del goal di base). È un gioco narrativo, ambientato in un universo originale e dove i personaggi sono i Risvegliati: individui che scoprono di possedere poteri straordinari ereditati dalle divinità di questo mondo. Essi, insieme ai Colossi (immense creature umanoidi tenute sotto controllo dagli stessi risvegliati) sono forse le ultime difese in un mondo che lentamente sta scivolando nel caos, attaccato dall’esterno da creature mostruose e dilaniato dall’interno dalle proprie lotte politiche, intrighi e corruzione.

Le capacità di questi individui sono grandi, ma il rischio della corruzione li accompagna in ogni passo. Tanto maggiori i loro poteri, tanto più grande il rischio della caduta verso un abisso di orrore e tenebra, dato che i poteri e capacità dei Risvegliati sono sempre associati ad una possibilità di corruzione, tanto dell’anima quanto del corpo. E mentre molti Risvegliati cercano di resistere agli effetti collaterali delle loro capacità, alcuni abbracciano completamente questo male e ne ricavano grandissimi poteri, al prezzo più alto possibile.

Tra le minacce di questo mondo i Vargan ottengono sicuramente le prime posizioni. I Vargan sono creature delle profondità, estremamente aggressive e brutali. Alti e slanciati, dotati di una forza sovrumana e una eccezionale resistenza: sono avversari inavvicinabili a guerrieri semplicemente umani, e pericolosissimi anche per i Risvegliati. Vi sono dei sospetti su cosa abbia portato alla fuoriuscita dalle profondità della terra di queste creature, ma per adesso nessuna certezza.

 

 

Awaken – Gioco di ruolo dark fantasy

A Lucca 2017 arriva la prima edizione italiana di Awaken, gioco di ruolo di Zoltan Lečei e Marko M. Sekul (The Games Collective), finanziato su Kickstarter a novembre 2015.

Awaken: un gioco narrativo fantasy dai toni “dark” dove alcuni esseri umani (i giocatori, ma non solo) hanno preso coscienza del potere latente sopito dentro di loro e si sono Risvegliati, ottenendo capacità incredibili ma allo stesso tempo perdendo parte di ciò che li rendeva umani.

E nonostante l’incipit sia effettivamente interessante, non posso tuttavia dire che questo gioco mi sia piaciuto.

Vediamo perché.

 

Sicuramente una parte di questo giudizio è dovuta alle mie personali preferenze, in quanto chi mi conosce, conosce anche la mia posizione verso i GDR Narrativi (che non posso fare a meno di leggere come “Giochi di Ruolo di Ruolo”), ma vi sono a mio parere problemi non trascurabili che hanno impattato negativamente la mia esperienza.

Parlo nello specifico delle meccaniche di gioco, e colgo l’occasione per mostrarvi la relativa Scheda Personaggio per fornirvi un riferimento visivo (e anche perché spezzando una lancia in favore di Awaken, è più che gradevole alla vista).

 

La prima cosa che abbiamo notato è quanto alcune statistiche siano semplicemente più efficaci di altre.

Il sistema si basa su riserve di dadi in stile simile a MdT, ma il massimo di dadi utilizzabili è sempre dipendente dalla propria condizione fisica.

Di per se l’idea è carina, perché ha senso che un personaggio debilitato non sia in grado di esprimere al meglio le proprie capacità, ma essendo legata ad un’unica caratteristica lo spendere punti in Fisico si trasforma da scelta a necessità, pena la potenziale perdita di efficacia nelle proprie capacità più importanti (quelle in cui abbiamo speso più punti saranno le prime a soffrire un massimale minore).

 

Un’altro problema è la Corruzione, aggiunta tematicamente carina (niente di nuovo però, Warhammer docet) che affligge il personaggio quando questi fallisce nell’invocare uno dei propri Doni, corrompendone visibilmente il corpo e causando difficoltà e potenzialmente persino la trasformazione in qualcosa di orribile…

Dov’è il problema? Il problema è che la Corruzione è in realtà estremamente gestibile. Non solo si accumula in un unico modo dipendente dal volere del giocatore, è pure facilmente recuperabile tramite 8 ore di sonno, esatto alla stregua della Fatica di altri giochi.

Penso sia per questo che il nostro gruppo di gioco ha vissuto la Corruzione non come un’intrigante  minaccia, bensì come un fastidioso contrattempo.

Parliamo infine del sistema di combattimento (l’ultimo che posso affrontare non per mancanza di argomenti, ma di spazio nell’articolo), perché nonostante l’idea di avere una riserva da suddividere in attacco o in difesa sia di per sé (esatto avete indovinato) carina, una volta nel vivo dell’azione la decisione di come suddividere i dadi per meglio raggiungere il proprio scopo cancella ogni traccia di narrazione ed immedesimazione, con casi limite dove il primo pensiero del giocatore diventa ottimizzare questa scelta indipendentemente dalla situazione, accampando solo dopo, in pieno contrasto con lo spirito narrativo del gioco, uno strampalato surrogato di narrazione per giustificarla.

 

Il mio giudizio non è tuttavia completamente negativo: l’ambientazione ad esempio anche se non particolarmente innovativa pone interessanti premesse e misteriose domande a cui starà ai giocatori trovare risposta.

Come al solito non riceverete da me nessuno spoiler, ma possiamo dire che se non avesse solleticato la mia curiosità non avrei di certo accettato l’invito di Lherian!

 

 

CONCLUSIONI

 

Ho visto giochi affermare di essere “diversi” per poi scoprire troppo tardi quanta poca originalità possedessero, e posso sicuramente affermare che Awaken non sia uno di questi. Non cerca infatti il successo sulla scia dei suoi fratelli maggiori, perché anche quando prende spunto da altri giochi (principalmente Mondo di Tenebra / Exalted, la mano ispiratrice è davvero molto marcata) non è mai una copia 1:1, ma più una reinterpretazione della meccanica.

E tuttavia Awaken manca di armonia.

Manca di armonia perché l’intenzione degli autori di costruire un gioco narrativo entra spesso e volentieri in contrasto con le effettive meccaniche di gioco.

 

Esempi?I Doni sono il primo, nel manuale si parla di totale libertà creativa lasciata ai giocatori, e perché allora i poteri sono letteralmente effetti specifici e precisi con tanto di valori numerici di danno e distanza? Chiaro, possiamo ignorare il regolamento per ricompensare un’idea creativa, ma rendiamoci conto che ignorare o piegare le regole non è un’esclusiva dei giochi narrativi, possiamo farlo in tutti i giochi ed è spesso la cosa giusta da fare se in favore e per il divertimento dei giocatori!

 

Si parla anche di fluidità della narrazione sopra ogni cosa, al punto da sostenere che il gioco sia basato più sull’interpretazione che sul numero di dadi, e quindi perché ogni turno di combattimento l’azione deve fermarsi bruscamente mentre un giocatore conta una quantità non trascurabile (10-15) di dadi e li divide freddamente in attacco e difesa?

Tralasciamo poi il fatto che se tutto viene lasciato all’interpretazione senza avere un modo per determinare conflitti,successi e fallimenti, allora perché avere un manuale? Raccontiamoci una storia alla “C’era una volta” (che tra l’altro è un gioco da tavolo niente male).

 

Il manuale dice che descrivere la propria azione è importante per ottenere il cosiddetto “bonus Narrativo”, bonus di circostanza conferito ad un’azione che il Master ritiene sufficientemente efficace o epica, ma ditemi voi se questo non venga già fatto in primis in ogni gioco da ogni Master degno del suo nome, e in secondo luogo teorizzato anche da sistemi che di narrativo hanno ben poco, come l’Ispirazione di D&D, non solo un bonus narrativo ma interpretativo, che rappresenta non solo descrivere un’azione efficace ma anche una buona interpretazione del proprio personaggio.

 

Qual’è il punto del mio discorso?

Awaken è un prodotto a metà, che non sa decidere se vuole regole o libertà, e che purtroppo nonostante l’innegabile qualità estetica dell’opera finale non è riuscita a soddisfarci pienamente in nessun punto.

 

In conclusione, non nego la presenza di grezza potenzialità ed idee interessanti, e tuttavia non è purtroppo un Gioco di Ruolo che personalmente riproporrei al nostro gruppo.

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