Memento Mori: “parliamone un po’”

Abbiamo preso in mano un manuale dall’aspetto simile ad una vecchia bibbia, lo abbiamo studiato e ne abbiamo parlato in queste pagine. Lo abbiamo giocato, ne abbiamo discusso tra narratori e giocatori di diverse fasce d’età, e adesso siamo pronti a parlarne sul serio.

 

Premessa

Per chi non avesse letto l’articolo di presentazione, una brevissima introduzione al gioco.

Memento Mori è un manuale di gioco di ruolo che ha fisicamente l’aspetto di una vecchia bibbia ed è ambientato durante la peste nera della seconda metà del 300 in Europa. I personaggi sono Erranti, uomini e donne malati di peste, nei quali la malattia ha concesso di scoprire la soglia di un mondo e una dimensione terribile oltre quella in cui viviamo. Il procedere della malattia e la corruzione del corpo rende perfettamente consci gli Erranti di essere destinati alla morte (“Memento Mori”, che gioco di parole), la storia sta proprio nel “che cosa faranno prima di morire”. Il gioco è estremamente narrativo e meccanicamente molto semplice. La corruzione del personaggio non è solo narrativa ma anche seguita da alcune meccaniche di gioco, e soprattutto è indelebile: più il personaggio si corrompe, più si allontana da ciò che era in vita, per avvicinarsi a qualcosa di oscuro e non umanamente comprensibile.

L’aspetto fisico del manuale è eccezionale, la scelta del bianco e nero (sia per la stampa che come schema di colore) è estremamente azzeccata, oltre che ripresa dalle meccaniche di gioco (dadi bianchi e dadi neri). Molto background e parte delle informazioni sul mondo e sulle creature che lo abitano sono disseminate lungo il volume, rendendo si la lettura un po’ più dispersiva, ma creando un effetto molto bello data la peculiare impaginazione.

Il primo impatto è stato molto positivo e le aspettative erano alte.

Vediamo adesso com’è andata, anche grazie alle parole di un giocatore del primo tavolo di test.

 

Giocare Memento Mori (by Orthega)

Ho giocato tre sessioni prima di essere inghiottito dalle fauci dell’Inferno insieme al resto del gruppo, e devo dire che la cura con cui è stata costruita l’ambientazione mi ha piacevolmente colpito.

In primis è la condizione stessa dei personaggi ad essere intrigante.

Il mistero e l’esplorazione di quest’ultima è a mia opinione una delle parti più belle di MM, quindi vi darò solo un piccolo assaggio: di Peste Nera si tratta, e come una vera malattia peggiorerà qualunque cosa facciate; volenti o nolenti si prenderà quello che vuole donandovene in cambio una versione corrotta e distorta, e niente di ciò che siete potrà salvarsi dalla sua oscura influenza, nemmeno il vostro stesso tempo.

Troppo criptico? Lo spero! Non voglio mica rovinarvi l’esperienza!

Altri punti interessanti sono la nuova realtà in cui vivrete, parallela e sovrapposta a quella mondana ma fino a questo momento celata alla vostra vista, ed i suoi inquietanti abitanti, che solo adesso possono a loro volta vedervi.

Niente spoiler su questo punto, sarà al massimo il buon Lherian a decidere se stuzzicarvi o no con qualche immagine!

spoiler a metà, nell’articolo precedente la avevate già conosciuta -Lherian

Ci sono però scelte che personalmente non mi sono piaciute, ed una nello specifico rappresenta secondo me un vero e proprio problema: nonostante Memento Mori sostenga di essere un gioco di Intimo Orrore, io non sono proprio riuscito a viverlo come tale.

Inquietante? Decisamente.

Raccapricciante? Quanto basta.

Interessante? Assolutamente.

Ma spaventoso? No.

Dopotutto come faccio a rimanere in tensione quando non posso virtualmente morire durante il gioco? L’unica differenza fra una ferita superficiale ed una (in teoria) mortale è quanto essa va a corrompere il corpo e ad avanzare lo stadio della malattia.

Certo, cumulando abbastanza (veramente tante, fidatevi) ferite si può raggiungere la massima corruzione del personaggio, il quale abbandona le ultime vestigia della propria umanità per diventare qualcosa di orribilmente diverso (e non giocabile), rendendo questa eventualità meccanicamente paragonabile alla “morte” in altri sistemi. Tuttavia trasformazione e morte sono due cose molto diverse dal punto di vista del rapporto giocatore-personaggio.

Dove in un film o racconto questa scelta potrebbe funzionare, come giocatore di ruolo ha causato in me e nei miei compagni di party il risultato opposto: se ciò che affronto non potrà mai veramente nuocermi perché sono già malato, un morto che cammina, e la cosa più grave che può succedere è diventare parte del male che sto combattendo, ho già superato il punto in cui aver paura, sono già dalla parte dei mostri.

Questo rende forse Memento Mori meno interessante come gioco? Probabilmente no, anzi potrebbe spingerlo a differenziarsi da altri prodotti a tema simile.

Tuttavia trovo che così facendo MM stia negando a se stesso la possibilità di essere un vero gioco di Orrore, e mi sorprendo ironicamente a fare la stessa domanda che mi sono posto da personaggio, durante le sessioni giocate: ho ottenuto qualcosa di interessante, ma a quale prezzo?

 

Opinioni personali e spunti di riflessione

Riprendo la parola (e ringrazio Orthega per il supporto a proposito delle esperienze di gioco) per scrivere alcune delle opinioni che abbiamo sviluppato in seguito alle sessioni di gioco e al confronto con altri giocatori e narratori.

Le diverse partite giocate hanno portato più o meno a conclusioni simili.

In sintesi, Memento Mori è un gioco di narrazione che si presta benissimo ad essere coinvolgente e narrativamente interessante, senza però quella componente “meccanica” che, a mio personale e soggettivo parere, rende estremamente più facile immergersi e lasciarsi spaventare da una storia di orrore. Il rapido tempo in cui una campagna di Memento Mori giunge al termine, oltretutto, accentua tanto i punti di forza quanto i punti più deboli.

Spieghiamoci meglio.

Che sia narrativamente interessante era più che intuibile anche solo dalle schede dei personaggi, e confermato dal gioco. La scheda favorisce non tanto combo di statistiche e abilità quanto riferimenti alla storia e vita dell’individuo all’inizio, e capacità collegate alla corruzione poi. Questo è tutto quello di cui avevamo bisogno, ben definito e delineato, giocabile senza problemi.

Talmente giocabile da risultare non prevedibile ma a tratti “scontato”. So che devo morire (il gioco si chiama Memento Mori, ci si può arrivare), ma così come so questo so anche quale delle mie capacità si corromperà per prima, e probabilmente dopo aver appreso la meccanica di gioco anche quando. Normalmente non vi sarebbe un declino. Si tratta di cose differenti, ma non è forse ogni giocatore di Warhammer 40k Roleplay (assortiti) a conoscenza del fatto che la CORRUZIONE sia eterna? SI, ma a differenza di MM la corruzione di 40k è LENTA. Può esservi il folle che tramite rituali oscuri e blasfemi sviluppi un picco di punti corruzione, ma è più che un’eccezione.

Non voglio assolutamente paragonare le corruzioni di questi due giochi, sia chiaro, quello che mi premeva confrontare era il TEMPO.

La corruzione in Memento Mori è VELOCE. Maledettamente veloce. Il manuale parla di un numero di sessioni variabile tra tre e sei, ma già arrivare a tre è tutt’altro che scontato. Una partita di prova a cui ho assistito è degenerata in un orgia di corruzione e massacro in un’unica sessione: un caso limite, sia chiaro, ma non impossibile a priori. Ovviamente lo stile di gioco e l’approccio dei giocatori può alterare non poco l’esito della partita, come in tutti i giochi con una componente narrativa così marcata.

 

Conclusioni (personali)

Memento Mori è un gioco narrativo estremamente particolare, con un setting inquietante e un sistema di meccaniche dall’apprendimento estremamente rapido. Come tutti i giochi di narrazione, rende al meglio con un approccio dedicato e con la collaborazione del gruppo, idealmente già affiatato.

Il materiale presentato nel manuale è sia fisicamente (il manuale) sia come contenuti estremamente valido,  in alcuni punti creature sovrannaturali e oscure non sono magari totalmente innovative ed originali, ma l’organizzazione del mondo e la struttura del sistema di regole (alternanza bianco / nero per la corruzione che avanza) rende il prodotto nel complesso valido.

Non abbiamo sentito o sviluppato sensazioni di orrore. Inquietudine, coinvolgente quanto basta con creature, esseri e descrizioni, dotato di uno sviluppo valido… Ma non di paura o orrore.

Ciò che è valido per noi non è comunque detto che lo sia per voi, dategli un’occasione e poi parliamone!

 

Ci si vede alla prossima fiera!

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2 Risposte

  1. Gatto sul fuoco ha detto:

    L’ho preso a Lucca ma non ci ho ancora giocato 🙂 perchè abbiamo provato 7th sea per una one shot e ora stiamo giocando a una campagna ad ars magica. Gli ho dato una lettura ma non posso dare un giudizio definitivo perchè ha un impostazione molto “indie” ma l’ambientazione,almeno l’idea base sembra veramente bella.

    Ho dei dubbi sulla tua affermazione che ci voglia una corruzione lenta per l’horror. In fondo Cthulhu è un esempio di gdr in cui è facile scendere velocemente di sanità mentale. Quando giochiamo a Cthulhu siamo consapevoli che il personaggio durerà come un gatto sull’autostrada 🙂 ma ci va bene così. Se il pg sopravvive, mi sentirei un pò in colpa.

    Comunque complimenti per l’articolo

    • Lherian ha detto:

      Ars Magica, che colpi diretti alla nostalgia!
      Comprendo il dubbio, provo a spiegare in cosa consiste secondo me la differenza: nel Richiamo è vero che la statistica di san può scendere in maniera precipitosa, ma è anche vero che molti fasi di un’indagine (non di tutte, sia chiaro, ma di molte) non prevede solitamente parti di orrore, ma scene decisamente più adeguate (possiamo dire così?) alla vita di tutti i giorni.
      Spesso nel richiamo ho visto (ma di nuovo specifico che sia un’esperienza soggettiva) un “accelerare” di questo processo, una fine estremamente rapida per un declino iniziato magari molto molto lentamente. E forse è anche proprio per questa mia abitudine che MM mi sia sembrato così veloce e diretto, è più che possibile!

      Se ti capitasse di provarlo, fammi poi sapere come / se si sia evoluta la tua opinione! 🙂

      – Lherian

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