Post – La Spezia C&G 2017: sessioni di gioco

Come già anticipato, durante La Spezia C&G ho portato tre giochi italiani (#UrbanHeroes, L’Ultima Torcia e Le Cronache di Populon), e sono riuscito a fare quattro partite nella giornata di Domenica.

Questo articolo è stato scritto a quattro mani con Orthega per fornire un breve resoconto di tutte le partite giocate.

Un saluto a tutti, e alla prossima fiera! 😉

 

 

#URBANHEROES

Una stanca Juliet, Professoressa Associata dell’Università di Psicologia di Phoenix, Arizona, ritorna al vicino paese natale per una settimana di meritato riposo.

Ciò che gli abitanti del tranquillo paesino non sanno è che la donna è un H.E.R.O. (Humans Enhanced by Radioactive Operations): il suo potere, Creare Esplosioni.

Ciò che è invece Juliet a non sapere è che il paese è tutt’altro che tranquillo!

A portarle la notizia è il suo amico Dwayne, secondo ed ultimo H.E.R.O. della comunità ed ex-delinquente che pentitosi della passata vita criminale ha trovato nella Fede la pace, il perdono… e la Superforza.

Juliet viene messa al corrente della preoccupante situazione: il Parroco del luogo, un vecchietto mite e  premuroso, sembra essere uscito di senno.

Le sue prediche sono  diventate sorprendentemente volgari, contaminate da palese razzismo e sessismo, accompagnate da incitamenti violenti verso ogni opposizione.

Come se non bastasse, i residenti sembrano prendere seriamente le parole del Parroco, al punto che l’intera comunità, da sempre molto aperta, inizia a prepararsi per una sorta di “Epurazione”.

Mentre partecipano ad una delle funzioni, Dwayne viene influenzato dal discorso del Parroco e Juliet si rende conto, grazie a competenze accademiche ed affinità alle Particelle Z, che non si tratta di semplice suggestione.

Spezzato il controllo, i due riescono ad accedere alla chiesa del paese senza destare sospetti.

Sorpresi dal Parroco in persona, Dwayne lo distrae assecondandone i deliri religiosi, mentre Juliet raggiunge la fonte della strana sensazione: un’inquietante maschera.

La Psicologa da fuoco all’oggetto, il Parroco crolla colto da un’improvvisa spossatezza, e quando una figura evanescente prende forma dalla maschera, Dwayne frantuma quest’ultima grazie alla (Super)forza della sua Fede.

Il Parroco viene ricoverato e la situazione risolta, tuttavia i nostri H.E.R.O.es si ritrovano con più domande che risposte…

 

L’Ultima Torcia – 1

Un albero ardeva solitario nella notte.

Una figura incappucciata, la mano alzata a proteggere gli occhi dalla luce, rimuginò sullo spreco a cui aveva assistito.

Motrek, Nano Sacerdote.

Dornan, Umano Guerriero.

Entrambi portavano i vessilli dell’odiata Luce,ed una volta raggiunto il villaggio di Podulus, si erano inoltrati senza esitazione nella Palude alla ricerca dei cacciatori scomparsi.

Inizialmente li aveva derisi.

Due poveri sciocchi, carenti sia in conoscenza del luogo sia in numero, che si addentravano dove uomini e donne più esperti di loro avevano trovato solo morte.

Tuttavia, lentamente, osservando l’acume nei movimenti, la saggezza nelle decisioni, la competenza in combattimento… aveva intravisto potenzialità.

Il Guerriero era un problema, bisognava ucciderlo.

Il Sacerdote invece, la purezza della sua Fede…

Si, con la spinta giusta, sarebbe diventato un ottimo alleato.

Attaccò di notte, perché solo il Male vede al buio.

I due avventurieri raggiunsero e diedero fuoco ad un albero, illuminando la radura.

Non fu un problema: non potevano prevedere che i non-morti avrebbero agito seguendo le sue direzioni.

Rise di gusto quando l’umano si fece cadere al posto del nano insieme al Troll rianimato, e invece di pensare a difendersi abbatté con la lancia uno degli scheletri intorno al suo compagno.

Non ebbe il tempo di urlare quando enormi denti putrefatti si chiusero intorno al suo collo, decapitandolo.

Il momento era giunto.

Il Sacerdote avrebbe ceduto davanti a morte certa!

Rinnega la Luce, e i morti saranno tuoi alleati!

“MAI!”

Il Sacerdote piantò l’ascia nel cranio dell’ultimo scheletro, mentre il Troll squarciava il suo addome.

Vomitando sangue, crollò sulle proprie budella, morto.

Quattro cadaveri distrutti, e per cosa? Due cadaveri malmessi.

Che spreco.

Il Necromante si allontanò, ragionando su come recuperare in fretta corpi freschi per rinfoltire le proprie indebolite difese.

Un albero ardeva solitario nella notte.

Ricordava una torcia.

 

L’Ultima Torcia – 2

Molti si chiedono cosa possa scatenare, in alcuni degli abitanti della Baronia del Grifone così come in quelli di altre lande, la “scintilla” dell’avventuriero.

Certo, per alcuni di essi una vita così pericolosa sarà un ripiego, altri vi si saranno trovati costretti per i più differenti motivi, per alcuni sarà stata una scelta quasi naturale e altri ancora non avranno mai avuto dubbi nella loro vita intera.

Per alcuni il motivo è quasi il più antico del mondo: la ricchezza.

Ogni parametro viene valutato e soppesato in funzione dei fiorini ad esso associati.

Probabilmente il pensiero originale è stato sulla falsariga di “massimo rischio per il maggior numero di fiorini possibili nel minor tempo possibile”. O quanto meno, è con un pensiero simile che questi avventurieri si sono addentrati in una miniera nanica infestata dalla non-morte e da oscure creature abitanti degli abissi.

A nulla valsero le scale insanguinate e i mucchi di ossa spolpati.

A nulla valsero gli avvertimenti e i primi scontri con i non-morti.

Il gruppo scese, scese sempre più in profondità. E non appena la luce tremolante dell’unica torcia del gruppo illuminò i detriti rocciosi, il loro animo fu perduto.

Non per tutti, in realtà.

Il nano e uno dei due fratelli umani si cacciarono verso la roccia e iniziarono una spasmodica ricerca delle venature d’oro più grandi. Il secondo fratello sorvegliò il portone d’ingresso della zona deposito, mentre l’incantatrice si osservava nervosamente intorno.

Ah, avidità.

Dalle tenebre, una creatura li osservava.

Possiamo definire la fame come “avidità della carne”?

Forse no, ma il risultato definitivo non è cambiato.

La carne dell’umano chino sulla roccia fu apprezzata dal primo morso. Per questo ne ricevette quattro.

È sopravvissuto… Per adesso.

Ma adesso bisogna uscire.

O no?

In fondo, l’oro luccica ancora…

 

Le Cronache di Populon

La Valle dell’Iskendur è vita, forte e rigogliosa. Il colpo di mano che ha coinvolto due delle bande più violente dei cartelli criminali della città di Iskendur non ha reso l’aria salutare. Da qui la decisione di un gruppo di Drakan prendere la loro piccola barca e risalire verso la città di Vallebruma.

Il vento soffiava forte e impetuoso. Un gruppo numeroso, una piccola barca, e molte difficoltà di navigazione.

Ricorderemo il Nano del Ferro balzare sul sartiame solo per rendersi conto di soffrire di vertigini, per tutte le sue vomitate fuori bordo, senza dimenticare quando si è fatto legare alla tela del tesserian per lanciarsi in acqua e uccidere un pesce gigante a pugni.

Ricorderemo il Goblin per essere stato una sorgente di malasorte e sciagura senza eguali, per aver danzato un numero infinito di marocche lungo tutta la nave e per aver rubato gli allucinogeni dello Spyrian

Ricorderemo lo Spyrian per aver quasi ribaltato la nave durante la tempesta, per essersi strafatto e messo KO da solo durante un periodo di navigazione tranquilla, e per aver inseguito il Goblin per tutta la nave.

Ricorderemo il Tesserian per le sue capacità magiche ma soprattutto per il suo artigianato. Non dubitate mai della creatività di un tessitore e abile artigiano con la tela che lui stesso ha prodotto!

E ricorderemo per sempre l’Akquor, comandante del piccolo vascello e mercante fino al midollo. La barca ha rischiato di ribaltarsi, la vela ha rischiato di spaccare l’albero, i membri dell’equipaggio sono caduti fuori bordo o hanno rischiato, e lui non ha fatto ASSOLUTAMENTE NIENTE. Salvo poi prendersi il merito di aver salvato la situazione in quanto capitano e navigante esperto.

Un gruppo fantastico.

La loro vita e le loro avventure, raggiunta finalmente Vallebruma, sono solo che appena iniziate.

 

 

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