Post – Play 2017: Sessioni di gioco (2/4) – Real Life Superhero/Real Life Villain

Il party di GdrTales ha avuto diverse occasioni di gioco nelle giornate di Play 2017, proseguiamo quindi a parlare dei giochi che abbiamo provato. Questo titolo, Real Life Superhero/Real Life Villain, è stato da noi già provato durante il Play 2016, ma la dolce e delicatissima Phoebe (ricordate tutti il mezzodrago barbaro dell’EPIC, vero?) aveva voglia di giocare malvagi e sporchi criminali.

E andando a giocare con Andrea Cristoni, sapevamo di andare sul sicuro!

Grazie a Dikoleo per la sua presentazione della partita giocata in fiera!

Lherian

 

“Quando il crimine paga”

Avventura introduttiva per “Real Life Superhero/Real Life Villain”

 

Ero stufo del mio lavoro, di quel pagliaccio del mio capo, di quegli incapaci dei miei colleghi. L’unica cosa che erano capaci di fare era impastare le mani nel marciume che ormai dilagava nelle periferie di Milano, tanto da farvi cadere anche me. Ho sentito parlare di fessi nella mia stessa condizione che hanno deciso di travestirsi con un pigiama e una maschera e giocare a fare i Vigilantes, io non sono come quelli scemi, non combatto battaglie perse in partenza.

Le persone nelle mie condizioni ma con un briciolo di cervello aspettano, aspettano l’occasione giusta, il momento in cui scommettere tutto, per fare All-In, io, per fortuna, dovetti aspettare poco.

Una soffiata da parte di uno dei miei pochi amici fidati, un ritiro di un carico di soldi per il classico delinquente da due soldi che si crede Alcapone, l’unica cosa che non era da due soldi era la somma a quanto pare. Inutile dire che dovetti insistere molto poco con i miei amici per convincerli che quello poteva essere il Nostro colpo della vita.

Prendere i soldi, e scappare.

Ma le cose vanno fatte bene, ci serviva fare perdere le traccie.

Non ci misi molto a procurarmi le persone che avrebbero dovuto sostituirci nel nostro tragico incidente in macchina, i classici drogati che mi dovevano dei soldi, disposti a tutto pur di un’altra dose, un favore alla città toglierli di mezzo un favore a noi rendersi così disponibili.

Era tutto pronto, l’appuntamento era stato deciso in una zona della città che conoscevo fin troppo bene, la classica zona martoriata dalla speculazione edilizia, dove le ditte iniziano a costruire vincendo nella maniere più losca gli appalti pubblici per poi lasciare i lavori incompiuti una volta che le istitizioni dichiarano la mancanza di fondi. Io e Giacomo pronti e armati delle pistole che il boss ci aveva concesso, aspettavano i due cinesi che dovevano lasciarci il furgone con i soldi, Luisa era invece in cima ad un vecchio campanile diroccato che controllava la zona dall’alto, e i tre drogati dormivano bellamente qualche isolato più in la dentro la mia macchina, pronti a prendere il nostro posto nel furgone.

Lo scambio andò liscio come l’olio, preso il furgone ci dirigemmo subito verso la mia macchina, e una volta lì aspettammo Luisa. L’unico intoppo fu un cavolo di sbirro che per poco non mi fece venire un’infarto, per fortuna riusci a inventarmi una storia strappalacrime sul fatto che il mio capo mi sfruttava ed avevo appena staccato dal lavoro con il furgone dell’azienda.

Appena ci fummo tutti, iniziammo a preparare il finto incidente, eravamo disposti a tutto, anche a bruciare uno dei 4 sacchi pieni zeppi di soldi pur di togliere ogni sospetto, dio santo avremo bruciato più di due milioni di euro!

Era fatta, tutto perfetto, dovevo solo far saltare il furgone, ma le cose non vanno mai lisce fino in fondo.

Dal fondo della strada, a tutta velocità, dei fari di un SUV enorme, dalla loro armi a ripetizione e un mezzo corazzato, ma dalla nostra il vantaggio del territorio. Santissima la curva con fosso di via del Brunello, ci avevo visto gente a tutta velocità farci brutti incidenti, ma un volo così spettacolare come quello del SUV meritava proprio i fuochi artificiali che seguirono il suo cappottamento.

Inutile dire che ne è valsa la pena, e anche se ogni tanto penso ai danni e alle persone che abbiamo ucciso, di solito mi basta ordinare un altro Long Island in spiaggia per farmi dimenticare tutto.

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