Tira Percezione

Era ormai da un buon paio d’ore che due figure, nere come la notte, scrutavano i propri dintorni in attesa, lo sguardo teso ma attento.

???:
Sono arrivati finalmente? Li vedi?!

???:
Per l’ennesima volta, NO Cramer, non sono arrivati.

Cramer:
E invece forse sono arrivati e non li hai visti. Forse ora ci stanno cercando. Forse ci hanno già trovato. Forse-

???:
AAAHHHH forse questo forse quello, BASTA! Smettila di rompere, esegui il compito che ti è stato assegnato e vedi di calmarti!

Cramer:
Facile dirlo per te Craig, non sei tu che stai facendo la parte faticosa del lavoro.
E comunque non sono io quello che si deve calmare.

Craig:
Ok ok tutto quello che vuoi, ora però stai zitto, e soprattutto FERMO! Lasciami concentrare.

Cramer:

La posizione sopraelevata che avevano trovato, un’ antica opera dei Giganti, concedeva loro una discreta posizione di vantaggio, ma aveva sicuramente visto giorni migliori. Usura e intemperie segnavano quella zona dell’imponente struttura, che tuttavia a giudicare dal rombo proveniente al suo interno, era ancora pienamente in funzione.

Cramer:
Sai cosa penso Craig?

Craig:
…!

Cramer:
Penso che è da tre ore che fatico inutilmente mentre tu sei di vedetta.

Craig:
C-Cramer…!!

Cramer:
Penso sia il caso che tu scenda un po’ dalla-

Craig:
Gigante, dietro di noi!!

Cramer:
MERDA, i Giganti vogliono sempre toccare tutto! Dobbiamo disperderci!

Craig:
No! Non possiamo abbandonare la nostra posizione! Se gli altri arrivano mentre eludiamo il Gigante mancheremmo il rendezvous!

Cramer:
Craig… ho sentito che se stai fermo immobile non riescono a vederti!

Craig:
Stronzate! Mio cugino dice che hanno cercato di toccarlo lo stesso!

Cramer:
Oramai non c’è tempo per discutere, STAI. FERMO.

Il Gigante, sudato per la corsa, si fermò bruscamente. Il suo sguardo era chiaramente rivolto nella loro direzione, ma aveva un’espressione stupita, uno strano sorriso ebete stampato su quel suo grande volto.
Sperando che la strana reazione fosse un segno della validità della loro strategia, i due coraggiosi compagni continuarono a rimanere fermi, i volti tesi per lo sforzo, anche quando l’enorme creatura portò la mano verso uno strano oggetto che aveva legato al braccio.

Avevano già visto quell’oggetto.

Negli ultimi tempi si diceva che tutti i Giganti ne avessero almeno uno, e che non facessero altro che guardarlo, e toccarlo, per ore e ore, senza apparentemente fare altro.
Sottile e rettangolare, una delle due superfici luminosa e cangiante, avevano origliato una volta una discussione fra Giganti che si lamentavano della maggiore durata e affidabilità dei vecchi oggetti di quel tipo.

Perchè una volta resisi conto del fatto che i nuovi oggetti erano meno affidabili e duraturi dei vecchi si lamentassero e basta invece di ritornare ai precedenti era un mistero, ma era risaputo che i Giganti non fossero troppo svegli di natura.

Immersi in questo pensiero, i due si accorsero troppo tardi che il Gigante aveva frapposto l’oggetto in questione fra lui e loro.
Una strana luce bianca si accese e dopo quella che sembrò un’eternità, l’oggetto emise un suono.

*FLASH*

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Neanche il tempo di ragionare su cosa era accaduto, che l’oggetto aveva già emesso un secondo suono, questa volta più melodico.
Dopo un breve momento di esitazione, come se si fosse appena ricordato di qualcosa,  il Gigante distolse controvoglia lo sguardo dal gruppo e riprese immediatamente a correre, allontanandosi a discreta velocità.

Craig:
UUFFFFF… cavoli che spavento…

Cramer:
Visto? Qualunque cosa sia successa non ci ha visti.

Craaig:
Si, ma solo perchè era uno di quelli alti e stupidi. Mio cugino dice che quelli piccoli e svegli ti rincorrono sempre.

Craamer:
Hmm si, quelli che sono sempre portati in braccio e a cui basta fare versi per avere l’attenzione di quelli alti?

Craaaig:
Esatto, quelli più piccoli sono sicuramente la classe dominante, mentre gli alti sono i loro servi.

Craaamer:

Craaaaaig:

Craaaaamer:
Beh?? Vuoi scendere dalla mia testa o no?!

Craaaaaaaaaaaa:
Calma ok ok stai fermo! Dai facciamo così, diamo un’occhiata entrambi, e il primo di noi che li vedrà arrivare potrà stare in cima domani. Affare fatto?

Craaaaaaaaaaaa:
…affare fatto.

Tira Percezione

 

~§~

Armeggiando con il grimaldello, ti rendi conto che ci sei quasi.

Mentre fai l’ultimo delicato movimento, ringrazi mentalmente Margaret, il tuo capo, di non aver mai ascoltato i tuoi consigli riguardo blindatura della porta e cambio della serratura dell’appartamento.

*Click*

Aperta.

Non hai perso il tocco.

I sensi di colpa tornano a farsi sentire, ma cerchi di concentrarti su quello che puoi fare ora.

Per un attimo speri di aver in realtà frainteso tutto, che il capo uscirà infuriata da una delle stanze inveendo contro la tua violazione di domicilio.
Chiami il suo nome, una, due, tre volte.

Una vana speranza.

Ti torna in mente che hai appena infranto la legge, una cosa che avevi giurato a te stesso non avresti mai più fatto, non dopo la prigione, non dopo aver trovato finalmente un lavoro onesto.

Il solo pensiero ti fa irrigidire, stringere i pugni dalla rabbia.

Hai decisamente bisogno di fumare.

Ahhh… dolce rilassante nicotina.
Certo, un giorno ti ucciderà, ma fino ad allora è praticamente la tua migliore amica.

Dopo Maggie.

Per lei questo è il minimo.
E’ grazie a lei se puoi mangiare senza togliere ad altri.
E’ grazie a lei se sei potuto diventare una persona migliore.

Seguivate ormai da tempo una serie di casi irrisolti riguardo a persone scomparse, collegato secondo alcune testimonianze da voi raccolte ad una strana setta religiosa dalle pratiche… discutibili, e negli ultimi tempi il capo si era sommersa nel lavoro, come era solita fare quando vicina ad una svolta importante.

Quando passato un po’ di tempo andavi a controllare che Maggie si ricordasse ogni tanto di mangiare, la casa del capo si trasformava nella seconda sede della sua agenzia, il cui fulcro era il suo studio privato.

Questa volta però nessuno ti aveva aperto per giorni, nonostante la luce dello studio fosse accesa.

Un segno.
Nel istante in cui entri nella stanza hai già qualcosa in mano. Sei già al lavoro.

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Finalmente hai trovato qualcosa.
Finalmente non brancoli più nel buio.

C’è sicuramente una traccia nella stanza, nei libri, nelle mappe, negli appunti, nei ritagli di giornale appesi ai muri.

Tu la troverai, e con lei Maggie.

E’ arrivato il momento di ricambiare il favore.

Tira Percezione

 

~§~

La Notte.

Vi sono molte voci che circolano riguardo la possibile origine di questo fenomeno.
Da un semplice disastro naturale, ad un complotto del Concilio degli Incantatori, i cui membri sembrano spariti nel nulla, ad ancora una Maledizione Divina (la Sacra Fratellanza ha ovviamente preso in particolare antipatia questa ipotesi), e molto altro.

Nello specifico, l’opinione di Legart era semplice: specularci sopra era un modo stupido per sprecare tempo prezioso di luce naturale.

Valeva la pena credere solo in ciò che si poteva vedere con i propri occhi.
O meglio, ciò che ormai non si poteva vedere più.

Prima della Notte, nessuno conosceva veramente il significato della parola “oscurità”.

Legart riportò alla mente una storia a cui non pensava ormai da tempo.

~

Sole è il grande e risoluto fratello maggiore, i cui raggi aiutano la flora a crescere sana e forte e scottano la pelle di chi troppo a lungo sosta nel suo implacabile sguardo.

Elos è il minuto e gentile fratello minore, la cui tiepida luce riposa la vista e placa il caldo permettendo un piacevole e rinfrescante riposo.

I Gemelli Lucenti splendono a turno nel cielo, mantenendo la nostra buona terra in armonia, perennemente illuminata dal calore della loro benevolenza.

~

A quel tempo, la Sacra Fratellanza, così chiamata in onore dei due Astri, si occupava della legge locale e la vita scorreva con la sua dose di problemi, ma comunque calma e pacifica.

Legart poteva ancora sentire la soffocante disperazione che aveva provato quando un giorno di 10 anni fa, ricordato ufficialmente come la Disgrazia, o per i più blasfemi il Fratricidio, al posto di Sole sorse un disco completamente d’ombra, circondato da un sottilissimo alone di luce.

Il buio ricoprì tutto.

La Prima Notte.

Nella città dove era stanziato Legart, maledetto chiunque sia stato pensava ogni volta, una voce maschile spezzata dall’ansia aveva urlato la sua delirante versione:
invece di cedere il posto a suo fratello, Elos lo aveva trafitto, lasciando al suo posto un enorme buco nel cielo.

Fu il panico.

Se Legart aveva abbandonato la sua posizione di Guardia nella Sacra Fratellanza, era proprio per ciò che aveva dovuto fare in quei momenti, nella necessità di mantenere l’ordine.

C’è qualcosa nella Notte, si ripeteva l’ex-Guardia ogni volta Elos tramontava, una paura ancestrale, un antico terrore che tira fuori il peggio dalle persone.

Quando il Fratello Minore era tornato a splendere in cielo, ci si era resi conto che insieme a Sole, nel buio della Disgrazia si erano spente molte altre vite.

Trovarono persone calpestate a morte dalla folla.
Persone sgozzate dalla lama dell’avidità o pugnalate dal coltello dell’invidia e dei vecchi rancori.
Persone trafitte per errore da Guardie terrorizzate.
E nello sgomento generale, persone orribilmente sbranate da… qualcosa.

Qualcosa di MOSTRUOSO.

Perchè insieme alla Notte sono arrivate… “cose” la cui notizia della loro esistenza sarebbe un tempo stata accolta solo da scherno ed incredulità.
Creature di incubi, fiabe e leggende.

Ed era proprio ad una di queste che Legart ed il suo gruppo stava dando la caccia.

Come i popoli di tutte le razze capirono a proprie spese, questi mostri fanno dell’oscurità la loro principale arma, uscendo allo scoperto solo al calare della Notte, e muovendosi nell’ombra senza apparentemente esser intralciate dalla quasi totale assenza di visibilità.

Cacciarle di giorno non è purtroppo un’opzione valida, le Creature si nascondono in luoghi oscuri e celati alla vista quando Elos illumina il cielo, inoltre bisogna occuparsi delle normali faccende, e soprattutto riposare.

Perché chiudere gli occhi di Notte, Legart lo sapeva bene, è semplicemente impossibile.

Le Spade Gemelle, la Lama Stretta di Elos e la Lama Lunga di Sole, unico retaggio che tradiva il guerriero come un ex-membro della Sacra Fratellanza, tintinnavano debolmente su fianco e schiena mentre l’uomo si faceva strada in quella che un tempo doveva essere stata una foresta rigogliosa, ma che adesso, con la sola flebile luce del Fratello Minore a sostenerla, si era trasformata in un’opprimente palude.

Troppo tardi si erano resi conto che non erano le solite Belve ad uccidere il bestiame.
Senza nessun rumore, senza nessun urlo, ogni Notte gli uomini della spedizione sparivano uno ad uno nel nulla, senza che nessun corpo venisse ritrovato.

Qualunque cosa fosse, era abbastanza grossa da divorare una persona intera.

Forse a causa di quel pensiero, Legart provò in quell’istante una bruttissima sensazione, come un brivido freddo lungo la schiena.

Gli ultimi due sopravvissuti della spedizione oltre a lui, sapendo che non lo avrebbero mai convinto a tornare indietro, avevano avuto la brillante idea di abbandonare l’impresa fuggendo di giorno, mentre Legart riposava.

Non avendo quindi più nessun compagno in grado di reggere la torcia al posto suo, l’ex-Guardia sfoderò con l’altra mano la Lama Stretta, più rapida che incisiva e perciò la Gemella meno indicata per il compito.

Probabilmente i due idioti voltagabbana erano morti ormai, anche se nutriva la debole speranza che avessero in qualche modo portato a casa la pelle, così una volta tornato al paese avrebbe potuto strozzarli con le proprie mani.

Lo sfortunato guerriero soffocava la rabbia ripetendosi che almeno gli avevano lasciato armi, razioni e soprattutto, una torcia.

Se cammini senza luce nella Notte, sei già un cadavere, non lo sai ancora e basta.

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“Dove diavolo sei, maledetto mostro…”

 

Tira Percezione

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