Un consumato Diario di Viaggio (IV) – I Primi Segni di un Problema più Grande

GIORNO 2

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ORE  8:00

Ognuno di noi si aspettava il peggio, ed invece abbiamo passato la notte in tranquillità.

Cielo notturnoNessun rumore, nessuna figura sospetta, niente. Una notte limpida, luna e stelle perfettamente visibili, in compagnia del silenzio più totale.

E proprio grazie alla precisa posizione delle stelle nella volta celeste, l’Arcanista ha intuito la nostra sulla terra: secondo la sua stima, siamo effettivamente a 6-7 giorni di marcia da quello che originariamente era il Passo.

Questo significa che, in qualche modo, al termine del Cataclisma ci siamo ritrovati a 10.000 Km circa di distanza dalla posizione in cui eravamo quando la terra ha iniziato a tremare.

E’ chiaro che, vista la condizione del Mana del continente, almeno una parte del Cataclisma è stato attuato tramite l’utilizzo della Magia.
Ciò che l’Arcanista suppone è che questo “teletrasporto” da noi subito sia un effetto collaterale del tutto involontario, causato dall’enorme portata dell’incantesimo che ha contribuito a causare il Cataclisma, e che in teoria poteva capitarci ben di peggio.
E’ invece mia opinione che il nostro improvviso riposizionamento proprio così vicino al Passo non possa assolutamente essere frutto di una mera coincidenza.

la Fortuna non esisteogni cosa accade per un Motivo

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ORE 17:00

A poco più di un giorno di distanza dal nostro incontro con i Caduti, siamo stati attaccati da due enormi bestie.

Testa di leone, ma dimensioni decisamente più grandi e muscolatura più sviluppata.
Non solo dotate di un’enorme forza fisica, come ci si può aspettare da una creatura di tale taglia, ma anche di una ferocia senza dubbio superiore a quella che mediamente si può trovare nel mondo animale.

Io e il Combattente Leggero, entrambi meglio equipaggiati per lo scontro fisico, abbiamo attirato l’attenzione delle bestie per poter meglio assorbire il primo impatto della loro devastante carica.

La prima Fiera (così ho deciso di chiamarle, visto il loro aspetto bestiale) mi trascinò facilmente a terra, la sua forza nemmeno lontanamente paragonabile alla mia. Non credo sarei sopravvissuto ad un secondo morso, ed a salvarmi dal primo è stata la mia armatura, piegata e strappata dalla forza della sua mandibola al posto della mia carne.
Ferita dal mio contrattacco di lancia, è quindi crollata sotto le potenti fiamme del Mago del Fuoco, bloccandomi tuttavia a terra con il peso del suo corpo.

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Un’avversario decisamente più aggressivo e pericoloso di un Caduto.

La seconda Fiera, distratta e resa guardinga dalla frusta della Cantastorie (sembrano quindi conservare almeno in parte i loro istinti animali) rallentò la sua corsa, e senza il vantaggio della carica iniziale venne uccisa da alcuni colpi ben mirati del Combattente Leggero, il quale, schivando abilmente le mortali artigliate grazie alla sua notevole agilità, raggiunse con più affondi di spada la base del collo, infliggendo alla creatura una ferita mortale.

La cosa che mi ha più sorpreso è che, a differenza dei Caduti, le Fiere sono… vive.
Lo dimostra l’efficacia delle ferite inferte dalle nostre armi, o ancora lo stordimento e la confusione che  lo schiocco di frusta della Cantastorie sembrava causare.
A parte la dimensione e la ferocia, il loro comportamento era quindi paragonabile a quello della loro controparte naturale. Unica differenza, il terrore che il fuoco normalmente incute ad un animale sembra invece non sortire alcun effetto su di loro, nonostante sia comunque efficace in combattimento.

Sono forse abituate alla vista del fuoco?

Altra peculiarità: dove un normale predatore cerca la fuga quando lo scontro volge a suo sfavore, per mero istinto di auto-conservazione, sembra invece che la brama di sangue, la caccia della preda sia di maggiore importanza per una Fiera. La prima ha cercato di azzannarmi nonostante le fiamme che ne avvolgevano il corpo, e la seconda ha ripetutamente tentato di rialzarsi e continuare l’assalto fino a quando le profonde ferite non hanno avuto la meglio.

Volendo azzardare un’ipotesi, queste Fiere potrebbero essere paragonate a segugi da caccia, liberati da un Padrone per stanare ed eliminare le prede che sta inseguendo.
Questo attacco indica quindi un’azione attiva avente come obbiettivo la nostra morte?
O non siamo noi nello specifico le prede, ma è semplicemente così che una Fiera vede ogni altro essere vivente?

Domande a cui per ora non riesco a dare una risposta.

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ORE 17:30

Si intravede all’orizzonte, nella direzione del Passo, una macchia nero-grigia che contrasta con il colore rosso-terra che ha ultimamente caratterizzato il paesaggio.
Una costruzione?
Precedente o antecedente il Cataclisma?
 O qualcos’altro?
Domani lo sapremo.

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ORE 20:00

Durante la preparazione del campo, l’Arcanista ci ha messo al corrente di alcune preoccupanti novità.

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Queste fitte, questi dolori, sono a mio parere…

Durante il nostro primo incontro con i Caduti, egli ha lanciato Confusione (una magia che, se lanciata con successo, lascia il bersaglio in uno stato di stordimento, da cui può uscire solo dopo un tempo variabile a seconda della potenza infusa nell’incantesimo o nel caso riceva uno stimolo esterno abbastanza forte) su una delle creature, allo scopo di rallentarne l’avanzata e quindi diminuire ulteriormente il rischio di scontro diretto.

Nonostante l’Arcanista sia sicuro della buona riuscita dell’incantesimo, questi non ha sortito alcun effetto sul Caduto, ed anzi gli si è ritorto contro: l’Arcanista dice di aver sentito un’improvvisa fitta di dolore alla nuca, come un graffio.

Sul momento non aveva dato molto peso alla cosa, pericoli più imminenti lo preoccupavano, e così, quando il giorno seguente mi vide sotto il corpo della Fiera, lanciò nuovamente Confusione nel tentativo di aiutarmi.

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…i primi segni di un problema più grande.

Come con il Caduto, l’Arcanista è sicuro della buona riuscita dell’incanteismo, ma, oltre a non sortire alcun effetto sul bersaglio, ha avuto la terribile sensazione dell’aprirsi di uno squarcio  dall’orecchio sinistro fino alla clavicola destra, perdendo allo stesso tempo la vista dall’occhio sinistro.
Anche in questo secondo caso la sensazione e la perdita di vista sono durate solo un istante, e da quel momento non ha avuto ricadute.

L’Arcanista mi ha spiegato che l’incantesimo agisce sulla mente del bersaglio, quindi è più che lecito supporre che i suoi tentativi abbiano creato un contatto, se pur di durata infinitesimale, fra la sua mente e la Volontà che anima i Caduti e di cui le Fiere sono schiave.

Se solo avessimo avuto un attimo di risposo…
forse mi sarebbe balenata in mente questa possibilità, riuscendo così ad avvisare in tempo l’Arcanista.

Invece ora è troppo tardi, il danno è già stato fatto.
Ed il mio timore più grande è che durante questo contatto, qualcosa, o qualcuno, si sia insinuato nella mente del mio compagno.
Il mio timore più grande perché, se questo fosse il caso,

possiamo veramente fidarci dell’Arcanista?

Non posso rispondere a questa domanda, ma quello che posso affermare è che nonostante il diverbio che c’è stato fra noi, rimane un mio compagno. E dubitare dei propri compagni potrebbe essere causa di un’esitazione che, in questo luogo, in questo viaggio, non abbiamo il lusso di permetterci.

Inoltre, l’Arcanista non è l’unico in pericolo.
Che sciocco sono stato, come ho fatto a non pensarci prima.

https://i2.wp.com/gdrtales.com/wp-content/uploads/2014/03/blood.jpg?resize=276%2C375Se già la Magia, una forza esterna alla sfera Divina, può essere utilizzata da questa Volontà per creare un “ponte” verso la mente del mio compagno, cosa potrà fare il SANGUE delle creature che abbiamo affrontato?

Nonostante non mi sia mai interessato di Occulto e Demonologia, carenze che non rimpiango affatto di aver trascurato ma che si rivelerebbero innegabilmente utili in questo momento, persino io sono a conoscenza di come il sangue di un individuo possa essere utilizzato come potente catalizzatore nella formazione, volontaria o non, di un Legame, soprattutto quando sono i Vizi ad essere coinvolti.

E durante lo scontro il Combattente Leggero ed io siamo stati letteralmente ricoperti dal sangue delle Fiere.


Personalmente, sono relativamente sicuro di non essere stato contaminato.

Dopotutto, nonostante la mia scomunica, sono convinto che la mia Fede, e più in generale quella che potremmo definire come mia “morale”, mi conferiscano maggiore resistenza ad un eventuale tentativo di corruzione.

Non posso, purtroppo, dire lo stesso per il mio compagno.

La macchia che si intravede all’orizzonte.
Il doloroso contatto subito dalla mente dell’Arcanista.
Il rischio di contaminazione mia e del Combattente Leggero.

Più ci avviciniamo al Passo, più la nostra situazione peggiora.

E tuttavia noi avanzeremo, qualunque sarà il prezzo.

 

 

(sembra che l’autore del Diario abbia appositamente lasciato un margine a fondo pagina per eventuali note a posteriori)

 

 

 

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